8 Marzo – festa della donna, ma non per i rom

pubblicato in: Antropologia, Articoli, Esperienze, Rom | 0

Come tutti sanno sono una antropologa che da più di 30 anni si occupa e insegna riguardo i nuovi movimenti religiosi e ho aiutato decine e decine di persone ad uscire dalle cosiddette “sette”. Ma da alcuni anni, per lavoro e soprattutto per interesse personale, ho imparato a conoscere ed avvicinare diverse persone di etnia rom presenti temporaneamente a Bologna e con alcuni di essi ho intessuto buoni rapporti di amicizia.

L’8 marzo scorso, festa della donna, è avvenuto un fatto increscioso che mi preme riportare, in quanto a tutt’oggi (04.04.2019) non ha trovato soluzione. Un rom che conosco bene e che stimo perché correttissimo e gentile (e incensurato come la moglie) mi ha chiamata il 7 marzo per dirmi che il giorno seguente avrebbe voluto vedermi per darmi un mazzolino di mimosa, come ringraziamento per l’amicizia.
L’8 mattina mi telefona in lacrime perché erano passati i Vigili, dove lui chiede l’elemosina nelle giornate in cui non trova lavoretti da fare (tra l’altro una stradina secondaria), gli avevano aperto lo zainetto che tiene sempre appeso ad una recinzione e gli avevano trovato due mazzolini di mimosa (uno per la moglie e uno per me) e glieli avevano sequestrati, elevandogli contravvenzione da 5.164 euro con la denuncia di voler vendere abusivamente la mimosa!

So che a nessuno interessa nulla di una storia simile, ma io lo trovo assurdo, trovo l’episodio di una violenza e di una prevaricazione assoluta e vorrei che chiunque leggesse questa mail potesse per un attimo chiudere gli occhi e pensarsi nei panni di questo uomo. Naturalmente il tutto ha un unico scopo: far risultare un “precedente” e far in modo che il rom non possa pagare una multa simile, ottenendo quindi il foglio di via, per espellerlo dall’Italia. Oltretutto una multa superiore ai 5000 euro (guarda caso) non può neanche essere portata ad un giudice di pace.

Io non sono per proteggere chi delinque, ma se c’è qualcuno che si comporta bene perché “eliminarlo a priori” solo perché è nato in una comunità di zingari? Come antropologa, ma anche solo come persona che cerca di ragionare con la propria testa, invito tutti a riflettere sul fatto che non esiste al mondo un gruppo sociale, culturale, etnico dove siano tutti uguali e che chiunque di noi avrebbe potuto nascere in una famiglia rom, e allora? Per questo non ha diritto di vita?

Arrabbiata come ero, quasi un mese fa ho mandato quattro raccomandate agli enti preposti per poter parlare della multa secondo me assai ingiusta e infamante, ma a tutt’oggi nessun ente mi ha risposto. Una vergogna. Ci tengo ora a “denunciare” la mancanza di risposte da parte delle Istituzioni preposte a discutere di questo caso. E’ tutto creato ad hoc per poter dire che anche questi miei conoscenti sono delinquenti e che devono ricevere il foglio di via per essere espulsi dall’Italia (e quando mai avranno 5000 e passa euro da pagare una multa simile?).

E’ facile dire ora frasi ad effetto come “che vadano a lavorare” o “sono tutti ladri e pertanto devono morire”. Chi dà lavoro a queste persone anche se sono oneste? E chi ha mai constatato che sono tutti ladri quando ben l’80 per cento dei rom presenti in Italia sono perfettamente integrati e nessuno sa che sono rom? Detto questo chi delinque è giustissimo che ne risponda nelle sedi opportune, ma non essere giudicati a priori o perché zingaro. Il razzismo non fa mai onore all’intelligenza di chi lo applica, sentendosi sempre migliore di altri. E dov’è la Bologna accogliente che viene tanto decantata dal nostro Sindaco e dal nostro Vescovo?

Oggi la questione è anche peggiorata perché è stato sgombrato l’accampamento abusivo nel quale si trovavano anche questi miei amici e a loro è stato portato via tutto (come sempre succede) lasciandoli in mezzo alla strada al freddo e alla fame. Tanto che una donna anziana di quell’accampamento è stata da me fotografata a chiedere l’elemosina, prostrata nello sporco più assoluto fra due cassonetti dell’immondizia!
E come italiana mi vergogno che giornalisti vadano solo a scattare foto e filmare durante le attività di sgombero da parte della Polizia, ma che non spendano una sola parola, non dico a difesa, ma neanche di pietà o di dubbio sulla liceità di quanto avviene sulla pelle di queste persone.

Eccovi due foto (naturalmente senza i dati anagrafici) dei verbali che sono stati rilasciati: da essi si evince che quello che sto raccontando corrisponde al vero e che all’uomo da me conosciuto sono stati presi solo due mazzolini di mimosa, nello zainetto dove li teneva per poterli regalare, come fanno tanti uomini premurosi verso le donne.
Ma vi riporto anche l’immagine scattata da me oggi con il telefonino alla rom che chiedeva l’elemosina fra i cassonetti.

Silvana Radoani

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