Bassa modenese: il caso della famiglia Covezzi

  • dicembre 5, 2018 - 11:10 am
  • radoani

Diamo voce a questa assurda vicenda italiana che si trascina da troppi anni

Metteremo on line tutti i documenti e gli articoli su questo caso, sperando che un giorno qualcuno abbia la possibilità di farli leggere, con grande delicatezza, ai figli rimasti imprigionati nelle spire di questo delirio e far capire loro chi ci ha mangiato sopra e li ha illusi…..e non solo su loro, purtroppo.

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La tragedia della famiglia Covezzi (e quella di altre famiglie coinvolte nello stesso delirio collettivo) sembra non avere fine. Questa storia ha e ha sempre avuto, fin dall’inizio, dell’incredibile: nel 1998, sulle presunte rivelazioni di una bambina con problemi mentali in cura presso l’ASL di Mirandola (MO), decine di bambini furono sottratti alle famiglie con l’accusa di averli coinvolti in orge e omicidi satanici.

Fu chiarissimo fin da subito che la montatura era enorme e nulla era come le accuse sostenevano, ma nulla valse a far tornare a casa i bambini.  I bambini di allora sono oggi tutti adulti, le persone coinvolte nelle accuse tutti assolti nei vari gradi di giudizio o deceduti. Una tragedia infinita.

Personalmente spero che arrivi il giorno in cui qualcuno degli ex bambini si innamori di una persona che con amore li aiuti ad aprire gli occhi, a liberarli dalla prigione in cui sono stati confinati per tanti anni con la scusa di salvarli e che possano un giorno rileggere il loro passato alla luce di quanto emerso negli anni e che a loro è sempre stato negato.

Questa è la memoria che i signori Covezzi hanno scritto per il II processo in corte d’Appello, del 2013, dal quale sono usciti per l’ennesima volta assolti.

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Questa è una lettera aperta che la signora Lorena mi ha inviato con la preghiera di pubblicazione, nella remota speranza che qualcuno dei figli la legga e cominci a riflettervi. Onore al merito a questa mamma che non ha mai smesso di lottare per riabbracciare i figli, nonostante l’immenso dolore che si porta dentro. 

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L’otto agosto 2013 moriva in Francia il signor Delfino Covezzi: era appena rientrato dall’Italia per alcuni giorni di vacanza con moglie e figlio. Delfino era il papà dei fratelli Covezzi, strappati alla famiglia dalla mano della cosiddetta giustizia italiana, nella bassa modenese e per opera di alcuni sedicenti esperti di abusi satanici e rituali satanici. L’unico figlio scampato all’allontanamento coatto è stato Stefano: ma per non farlo portare via come i fratelli, la famiglia si è dovuta recare a vivere in Francia appena saputo del suo arrivo.

Questa è la bellissima quanto straziante lettera che il ragazzo scrive al padre, post mortem.    IMG_0002

A mio padre: Delfino Covezzi

 Sono Stefano Covezzi, presto avrò 15 anni, vivo con la mamma Lorena Morselli a Salernes, in Provenza; frequento il liceo scientifico, faccio sport, sono scout , ho tanti amici.

 Papà e mamma avevano deciso, su consiglio degli avvocati, di farmi nascere lontano dal mio Paese, perché alle h. 5,30 di un freddo mattino del novembre 1998, sette agenti di polizia sono entrati in casa, hanno rovistato dappertutto, hanno portato i miei fratelli, V. di 11 anni, P. di 9, E. di 7 e A. di 3 con i miei genitori, in commissariato, e senza dare spiegazioni, li hanno allontanati e separati; da quel giorno nessuno li ha più rivisti.

 Mi è stato spiegato che un giudice aveva deciso questo disastro, senza fare inchieste, senza voler ragionare con nessuno; soltanto una cuginetta di 8 anni, nel suo delirio, aveva raccontato di diavoli, streghe, cimiteri, messe nere, violenze, teste tagliate e neonati sgozzati…

 Papà e mamma, in seguito, hanno pensato di farmi anche crescere lontano, perché c’era un serio pericolo di subire la stessa sorte: dal servizio sociale di Mirandola avevano scritto allo stesso giudice e volevano portar via anche me.

 Fin da piccolo ho sentito parlare di processi, tribunali, di condanne, assoluzioni, di tanti bambini allontanati, di genitori disperati, di gente e di un prete morti di crepacuore, di prigioni dove è morta mia zia Monica.

 A volte gli avvocati chiedevano alla mamma di andare in tribunale; lei mi abbracciava forte, partiva, ed io aspettavo e speravo che tornasse presto. I miei genitori cercavano di spiegarmi, ma era troppo complicato, a me bastava avere la mamma, il papà, parenti, tanti amici, andare a scuola, a judo, a musica, agli scout. Mi parlavano tanto dei miei fratelli, guardavo le foto di una bella famiglia, … Come avrei voluto conoscerli, vivere con loro, presentarli a tutti!!

 Papà viveva da sempre a Massa Finalese, nella Bassa Modenese, dove lavorava in ceramica. Veniva a trovarci appena poteva, secondo le vacanze o i fine settimana. Quando arrivava eravamo molto contenti; veniva a prendermi a scuola, mi faceva volare in alto, mi chiedeva com’era andata e tutto quello che facevo. Lui mi parlava del suo lavoro, delle nonne, degli zii e zie, di tanta gente che voleva conoscermi… Sognavamo insieme il giorno in cui avremo riunito la famiglia, là nella nostra terra: l’Italia. Ci fermavamo sul corso con gli amici per giocare e correre in bicicletta; tutti ci salutavano e, conoscendo la nostra storia, ci chiedevano come andavano le cose; lui scuoteva la testa. … Vedendo passare gruppi di giovani mi diceva: Stefano, quelli potrebbero essere i tuoi fratelli, le tue sorelle.

 In prima elementare, chiesi ai miei genitori chi mi avesse insegnato l’italiano e papà orgoglioso mi rispose: Noi, perché siamo italiani! Eravamo tifosi del Milan, mi comprava i cappelli, le magliette rosso/nere, aveva promesso che mi avrebbe portato a vedere le partite al San Siro, come faceva con V., P. ed E.… Eravamo ammiratori della Ferrari; guardavamo le corse e a maggio 2013 mi portò a Maranello per visitare il museo e la fabbrica. Quando alla fine della gare sportive in TV, gli atleti salivano sul podio, ci alzavamo e mettendoci sull’attenti, cantavamo “Fratelli d’Italia”.

 Con lui abbiamo viaggiato, visitato, scoperto tanto; non era mai stanco e quando ripartiva per Massa Finalese, ero triste e aspettavo che tornasse presto. Gli chiedevo di ripetermi alcuni aneddoti divertenti riguardanti i miei fratelli, le loro birichinate, le escursioni, le vacanze, le attività che svolgevano e lui era orgoglioso di parlare della sua bella famiglia. Avrei voluto crescere con i miei fratelli, mi mancano tanto e non è facile accettare di non poterli conoscere, … speriamo un giorno, so che non sarà facile. Papà diceva : Quando i processi saranno finiti, ti porterò dai tuoi fratelli, li cercheremo uno dopo l’ altro, faremo una grande festa, andremo ai loro compleanni, faremo vacanze insieme…

 Ma i processi non finiscono più e i miei fratelli sono cresciuti con altre persone, con altri affetti; nessuno gli ha mai parlato bene di noi, delle centinaia di chiamate che la mamma ha fatto per avere loro notizie. Hanno cancellato dal loro cuore gli anni più belli e gli affetti più cari; sono convinti che non li pensiamo, come tutti gli altri ragazzi della «Bassa modenese». La zia Annarosa con Sara, quando V. compì 18 anni, andò a salutarla, ma si sentì urlare: Vattene via, mi avete tutti abbandonata, non voglio più vedervi… siete ipocriti a venirmi a cercare dopo sette anni!!

Da quel novembre 1998, hanno creato in loro un vuoto, un abisso che gli impedisce di pensare a noi. Ma io, cosa c’entro in tutto questo? Tutti si chiedono, perché mai nessuno abbia voluto verificare come sto, come cresco… nessuno! Ancora tutto da capire!!

 Papà, era l’otto agosto 2013 e tu eri qui con noi in vacanza. In quel tardo pomeriggio stavo tornando dal lago in bicicletta. Davanti a casa c’erano i pompieri, l’ambulanza ed i gendarmi. Sono salito d’un sol fiato; c’era molta gente triste; ti ho visto steso e ti ho chiamato tante volte. Ho capito che non c’era medico, infermiere, neppure la terapia intensiva per ridarti la vita. Poi un dolore immenso, indescrivibile e tante lacrime; ti ho stretto ancora forte, forte… Un pompiere mi ha messo una mano sulla spalla e mi ha detto: Puoi prendertela con il mondo intero, ma devi essere coraggioso.

  Un mese dopo anche il pediatra dell’ospedale mi ha ripetuto le stesse parole, quando mi ha annunciato che avevo il diabete: il mio pancreas improvvisamente ha smesso di funzionare; vivo con la pompa ad insulina.

 Papà mi manchi tanto, ma so che non mi hai abbandonato, lo so e lo sento. Avevamo ancora tante tante cose da raccontarci, tanti progetti da realizzare. Sappi che metterò tutta la buona volontà per farti contento e compiere gli studi fino in fondo; voglio diventare un uomo onesto come eri tu. Grazie per l’immenso bene che mi hai voluto, per l’esempio che hai lasciato, per tutto quello che hai fatto per me e sicuramente, ne sono certo, anche per V., P., E. ed A.. Hai lasciato un vuoto nel cuore di tutti qui e in Italia. La gente mi dice che ti aspetta sul corso, seduto sulla panchina per dirti Buongiorno, come va? 

Ciao papà, tuo Stefano

Salernes (Francia) 08/08/2014

“Delicta graviora”.

Quando è lo Stato a fare strage di innocenti

Il 4 dicembre la corte di cassazione italiana ha assolto definitivamente “per non aver commesso il fatto” 7 sacerdoti e 17 madri e padri del Modenese, dopo che per sedici anni erano stati marchiati come autori di terrificanti delitti individuali e collettivi: stupri di bambini, orge, decapitazioni. Venti loro figli erano stati nel frattempo strappati alle loro cure, e sette degli accusati si erano uccisi o erano morti di crepacuore, come era avvenuto per don Giorgio Govoni, amatissimo parroco della zona. magister.blogautore.espresso.repubblica.it  6/12/14

 

Covezzi

I coniugi Covezzi ancora assolti. Uno dei primi casi italiani, che si protrae da 18 anni: solite accuse di satanismo, messe nere e pedofilia  Assoluzione

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2018

Chiediamo commissione d’inchiesta parlamentare”

Chiesta commissione parlamentare – Articolo + Video

Madre e figlia insieme dopo 20 anni: “È come ricominciare a vivere”

TRC Modena – Video

C’era un’epidemia di pedofili. Ecco il piano dei Servizi Sociali – articolo del 4 dicembre 2018 IMG-20181205-WA0031

Durante l’incontro a Mirandola la signora Covezzi legge un’accorata lettera ai bambini rimasti lontani

Incontro a Mirandola dopo le puntate di Veleno, podcast di Repubblica, del 3 dicembre 2018

I genitori pedofili e satanisti della Bassa Modenese. «Ho inventato tutto» – articolo di Tempi del 26 novembre 2018

Felici di essere lontane dai nostri genitori – Articolo del 23 Novembre 2018  Felici

Interrogazione parlamentare del 22 novembre 2018 Interrogazione parlamentare

Caso pedofili, l’Ucman convoca gli ex responsabili in Commissione Servizi Sociali (L’Unione Comuni Area Nord toglie l’adesione al CISMAI)  – articolo del 15 novembre 2018

Noi plagiati per inventare abusi– articolo del 15 novembre 2018

La psicologa seguì quei bimbi anche nel suo centro privato? articolo del 14 novembre 2018

Inchiesta Veleno, Sonia e Marta si raccontano per la prima volta – articolo del 12 novembre 2018

Il caso pedofili ancora in parlamento – Art. Il resto del Carlino del 2 febbraio 2018

Presunti pedofili della Bassa, la sorella di un bimbo: “Mio fratello parlò di famiglie che non conosceva” – articolo del 26 gennaio 2018

Presunti pedofili della Bassa, Fabbri e Bargi (LN): “Da Musti dichiarazioni sorprendenti” – articolo del 12 gennaio 2018

Presunti pedofili della Bassa, la Lega: “Piscologi, assistenti sociali e Ausl, chi ha sbagliato paghi” – articolo del 10 gennaio 2018

“Processo ai presunti pedofili della Bassa, le spese legali a carico di tutta la collettività” – articolo del 9 gennaio 2018

Processi da rifare – Art del 7 gennaio 2018

Lettera di risposta all’avv.to Vitali di Firenze, che fece girò ai media nazionali una lettera dettata dai 4 ragazzi Covezzi.

Lettera ai media dell’avv.to Vitali.

Incontro a Finale Emilia del 5 gennaio 2018

Veleno nella bassa modenese – Podcast di Repubblica

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2015

Morto don Ettore RovattiArticolo sulla Gazzetta di Modena dell’11 Maggio 2015

Il diavolo è nei dettagli – Articolo della rivista Tempi dell’11 febbraio 2015

I figli sono stati influenzati dall’esterno – Articolo da Il resto del Carlino del 4 febbraio 2015

Covezzi: infondati i racconti dei bambini – Articolo dalla Gazzetta di Modena del 4 febbraio 2015

Mirandola , avvocato assolto dopo 15 anni.  – Articolo de La gazzetta di Modena del 30 genn. 2015

Mentre Lorena perdona i suoi “persecutori”, i sindaci scagionano i servizi sociali – Articolo da Tempi del 8 gennaio 2015

«Parole inaccettabili dai sindaci» – Articolo da Gazzetta di Modena del 2 gennaio 2015

Lettera ai sindaci U.C.A.N. di Modena – Lettera della signora Morselli-Covezzi del 2 gennaio 2015

Il ragazzo che vuole conoscere i fratelli rapiti dalla giustizia  – Articolo da Il giornale del 2 gennaio 2015

2014

A Massa intitolare una strada a Delfino Covezzi – Articolo da Gazzetta di Modena del 30 dicembre 2014

«Queste vicende devono riguardare ognuno di noi» – Articolo dalla Gazzetta di Modena del 29 dicembre 2014

Massa abbraccia Lorena “Dio aiuti i persecutori” – Articolo dalla Gazzetta di Modena del 29 dicembre 2014

Madre e padre cinque volte sotto processo – Articolo da Gazzetta di Modena del 27 dicembre 2014

Resta ancora il processo ad un avvocato – Articolo da Gazzetta di Modena del 27 dicembre 2014

Pedofilia, assolti dopo 16 anni – Articolo da Avvenire.it del dicembre 2014

Venti bambini scomparsi per un’ingiustizia di Stato – Articolo da La Gazzetta di Modena del 27 dicembre 2014

Vivere in una fiaba dell’orrore. – Articolo da Tempi del 22 dicembre 2014

La strage degli innocenti della Bassa Modenese – Articolo della rivista Tempi del 21 dicembre 2014

Come rovinare un paese intero – Articolo della rivista Tempi del 16 dicembre 2014

Caso Covezzi: fare piena luce – Articolo dalla Gazzetta di Modena del 10 dicembre 2014

Delicta Graviora – Articolo da L’Espresso del 6 dicembre 2014

Una felicità amara. Massa ha sofferto – Articolo dalla Gazzetta di Modena del 5 dicembre 2014

I pedofili e satanisti della Bassa Modenese non erano né pedofili né satanisti – Articolo della rivista Tempi del 5 dicembre 2014

Covezzi: respinto il ricorso e confermata l’assoluzione – Articolo da la Gazzetta di Modena del 4 dicembre 2014

Intervento al Senato – Interpellanza parlamentare del 21 gennaio 2014

2013

Lettera  – Lettera aperta della moglie del signor Delfino Covezzi, letta durante il funerale del marito nel 2013  

Il caso pedofili della Bassa? «Errore dei servizi sociali» – Articolo della Gazzetta di Modena del 23 novembre 2013

Tanti sacerdoti e tanta gente ai funerali di Delfino Covezzi – Articolo dalla Gazzetta di Modena del 15 agosto 2013

Il funerale di Delfino Covezzi domani a Massa – articolo dalla Gazzetta di Modena del 13 agosto 2013

Dolore e rabbia per la morte di Covezzi – Articolo dalla Gazzetta di Modena dell’11 agosto 2013

Un malore stronca Delfino Covezzi – Articolo dalla Gazzetta di Modena del 10 agosto 2013

I giudici: Delfino e Lorena innocenti – Articolo dalla Gazzetta di Modena del 3 maggio 2013

I Covezzi assolti: non abusarono dei loro figli – Articolo dalla Gazzetta di Modena del 2 maggio 2013

Il processo slitta ad aprile – Articolo della Gazzetta di Modena del 23 febbraio 2013

2012

Il processo infernale dei satanisti pedofili o di come una giustizia folle può rovinare un paese intero – Articolo della rivista Tempi del 16 dicembre 2012 Giovanardi: «È ora che qualcuno si scusi con i Morselli» – Articolo dalla Gazzetta di Modena del 24 ottobre 2012 Incubo finito: assolti dopo 15 anni – Articolo da Modenaonline del 23 ottobre 2012 La stessa Procura ha chiesto il proscioglimento – Articolo dalla Gazzetta di Modena del 24 agosto 2012

2011

In riti mai provati coinvolti 18 bambini e decine di persone – Articolo dalla Gazzetta di Modena del 22 ottobre 2011

«Assoluzione nulla, un calvario» – Articolo dalla Gazzetta di Modena del 22 ottobre 2011

2010

Giovanardi: «Coniugi Covezzi, un’ingiustizia» – Articolo dalla Gazzetta di Modena del 1 novembre 2010

Il pm ricorre in Cassazione contro l’assoluzione dei coniugi Covezzi di Massa – Articolo dalla Gazzetta di Modena del 31 ottobre 2010

Un’altra sentenza che smonta le accuse – Articolo da Il nostro tempo del 20 giugno 2010 (pag.2)

Un caso giudiziario allucinante – Art. da Il foglio del 17 giugno 2010

2007

Abusologi: questi sconosciuti – Articolo da Ragione e giustizia del 2007

2005

Reggio Emilia, non fidatevi degli esperti dell’abuso – Articolo dalla rivista Tempi del 5 maggio 2005

2000

Abusologi – Articolo da Tempi del 2000

1999

La Bassa Modenese difende i suoi pedofili – Articolo da Il Giornale del 12 luglio 1999

L’orco di Mirandola – Articolo dalla rivista Tempi del 21 aprile 1999

Affermazioni Burgoni – Articolo da Il resto del Carlino del 6 marzo 1999

1998

Affermazioni di Burgoni – Articoli da Nostra Salute, dell’ASL di Mirandola, usciti nel settembre 1998, ancor prima che i genitori dei fratellini Covezzi fosse indagata

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Lo strano caso del C.A.B. Cenacolo Francescano R.E Finale, è rissa per il progetto-pedofilia

Consigliamo anche l’altra nostra pagina sui Falsi Abusi

e il canale youtube di Giuseppe Morselli

 

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