Fogli di via ingiusti

pubblicato in: Antropologia, Articoli, Documenti, Esperienze, Gruppi, Rom | 0

Venerdì partiranno anche i miei amici rom che ho cercato inutilmente di aiutare, dopo che hanno preso l’insensata multa di oltre 5000 euro per aver tentato di regalare un mazzolino di mimosa a me e alla moglie dell’uomo.

Nessuno finora mi ha risposto, ma vedrete che dopo Pasqua (avevo scritto nelle 4 raccomandate, inviate agli enti preposti, che sarebbero partiti verso Pasqua e quindi che volevo parlare prima con chi di dovere) tutti gentilmente mi risponderanno.

Ho scritto una mail di denuncia al giornale Il resto del Carlino, ma non è stata naturalmente pubblicata (è ora sul mio sito), mentre hanno pubblicato altre lettere contro i rom.

Sono molto avvilita e schifata da un’Italia che si lascia battere come ragionamenti logici da un ragazzino di 15 anni che ha avuto l’ardire di opporsi agli intrepidi di Forza Nuova e a tutti coloro che non sanno fare altro che vomitare i soliti luoghi comuni, perché incapaci di ragionare.
Sono stufa di tutti coloro che non sanno mai tendere una mano a nessuno, sempre intrippati a “fare guerre” contro qualcuno (naturalmente sempre “sante”); sono stufa di italiani che vedono una donna nel fango e fra i cassonetti delle immondizie e non trovano di meglio da fare che chiamare la Polizia perché la porti via, visto il disturbo che arreca (forse alle immondizie) e perché i bambini ne sono terrorizzati, invece di insegnare ai propri figli che c’è gente così povera da chiedere aiuto in quel modo e magari sorridere alla donna, chiamarla “signora” e chiederle da dove arriva, darle 2-5 euro (vedete che non mi sbilancio a chiedere aiuti più sostanziosi); stufa di vedere forze dell’Ordine che invece che combattere il crimine si accaniscono contro persone inermi, che non controbattono mai, distruggendo tutto quello che i rom hanno pur di renderli “illegali”; stufa di sindaci e vescovi che si riempiono la bocca di “apertura”, di “aiuto ai poveri”, di “non razzismo”, di “città inclusive e democratiche” e poi si voltano dall’altra parte davanti a chi chiede la residenza, vuole mettere i documenti in regola, muore o viene annientato nella dignità umana, senza prendersi neanche la briga di rispondere alla richiesta di aiuto per una multa EVIDENTEMENTE ingiusta.
Schifata da chi si erge a difensore della vita, ma solo per scopi politici e non perché ritenga la vita sacra in tutta le sue forme: i rom, i gay (che io non amo troppo, ma anche la loro vita la ritengo sacra, ci mancherebbe!), gli africani, i profughi della ex yugoslavia, i down e i diversamenti abili, i neonati cerebrolesi o con problemi gravi di salute, non sono riconosciuti come persone con una dignità pari alla nostra, che va salvaguardata e sostenuta come tutte, così come non vengono tutelate le gravidanze di queste persone.

Però poi ci arrabbiamo se i nostri bambini vengono insultati o picchiati dalle maestre, se i nostri anziani vengono maltrattati da chi li assiste, se i nostri giovani non ci lasciano il posto in autobus o sul treno (questa non l’ho mai capita: perché un giovane non può stare poco bene in quel momento e aver bisogno di sedersi? Perché si deve sempre discolpare di aver preso un posto che ha legittimamente pagato e prendersi spesso anche insulti irripetibili da illustri signori anziani?), se qualcuno scende dalla macchina e ci mette le mani addosso perché lo abbiamo sorpassato, se le donne vengono uccise o ridotte in fin di vita, se una donna che sospassa regolarmente in autostrada si deve sentire dire troia, o suonare ripetutamente il clacson dal bel giovanotto maschio che si è sentito appunto “sorpassato” da un essere inferiore, eccetera, potrei continuare all’infinito.

Non abbiamo di che sentirci colpiti: questo è il risultato di quello in cui crediamo, quello che insegniamo ai nostri figli, e soprattutto quello che accettiamo verso “altri” ma non su di noi.
Non abbiamo di che sentirci colpiti, perché TUTTI hanno nemici da combattere (veri o presunti non importa), TUTTI riteniamo alcune forme di vita minori a noi e non degne di essere sorrette.
Grazie a Dio trovo sempre più persone di cultura vera, che sono dalla mia parte, che non si abbassano a queste meschinità verso nessuno, che nel loro piccolo cercano di fare il possibile per sostenere tutte le forme di vita. Sto conoscendo persone che in silenzio avvicinano rom, fanno amicizia con loro, e li sostengono come possono. Avvicinano e si fanno raccontare le storie di africani arrivati qui in condizioni indicibili e li aiutano ad integrarsi. Aiutano e sostengono tutte le forme di vita e insegnano negli atenei o nelle parrocchie il rispetto per tutti.

Purtroppo anche loro vanno a cozzare contro un mare di idioti che sanno tutto a priori e che non possono permettere di valutare altre realtà che oltretutto insegnerebbero loro molta più umanità e valori veri. Queste persone spesso sono dapprima derise, poi minacciate e finanche aggredite in vario modo, dagli intrepidi italiani che poi pensano di difendere valori sacri.

Io ringrazio tutte queste persone che riescono a sfidare il mondo, nel loro piccolo orticello, perché mi fanno sentire meno sola, perché sono quelle con le quali a volte parlo e posso esprimermi e confrontarmi senza sentirmi zittire da tanta superiorità “culturale”. Alcune persone so che mi leggono, ma non le citerò, sia perchè non voglio rischiare di creare loro ulteriori problemi, sia perché non vorrei dimenticare qualcuno. Persone meravigliose, con gli occhi limpidi e che combattono a testa alta, che si fanno “prossimo” davvero a tutti, di tutte le categorie sociali e culturali, che sanno rispettare la vita, le famiglie, l’amore fra esseri umani, la povertà, la religiosità, la morale e le altre culture, mettendosi accanto all’altro per capire, per dialogare, per cercare punti in comune. E che non hanno paura o, anche se in certe occasioni ce l’hanno, sanno affrontarla perché sanno che il confronto e il rispetto umano pagano sempre. Grazie a tutti.

Bologna, 8 aprile 2019

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