Il dottor LA

Nel 2012 ho ricevuto, fra le tante, questa lettera-testimonianza riguardante uno strano caso riconducibile a uno psicologo “senza fissa dimora”.

Davvero interessante e offre uno spunto in più per vegliare su alcuni professionisti.

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Nell’aprile del 2010 dietro mia proposta, io e mia figlia D. assistemmo a una conferenza ad un Club nel quale mia figlia è socia, su “Ansia, fobie, panico e stress” tenuta da Dottor LA, psicologo regolarmente iscritto all’Albo.

Alla fine della serata fu distribuito in questionario nel quale indicare dati anagrafici, stato civile, numero telefonico fisso, cellulare e foglio per quanto riguarda la normativa sulla privacy.

Giorni dopo fui contattata due volte per propormi incontri individuali col Dottor LA, che io rifiutai: avevo riflettuto sulla serata e non mi aveva svelato niente di particolare interesse, inoltre non mi era piaciuto il tutto, anche se non avevo capito quanto questo personaggio fosse  pericoloso.

In tre serate successive vi furono altre conferenze con temi: “Capire gli uomini, capire le donne” – “L’Innamoramento” – “Amore, Affetto e Amore Perturbato”, ecc. Non vi ho partecipato poi ho saputo che D. ha assistito, anzi ha avuto diversi incontri individuali con il dottore. Purtroppo non mi sono allarmata pensando fosse un professionista e pertanto affidabile.

D. ora ha 42 anni si è sposata nel 1993 con il suo fidanzato da quando era una ragazzina, hanno due bellissimi figli ora di sedici e dodici anni, lavora in ospedale come tecnico.

Nel 1991 in seguito ad incidente stradale mio marito era deceduto: purtroppo avevamo alle spalle anni difficili legati ad un percorso di graduale peggioramento per la sua salute di carattere Tutte avevamo ovviamente sofferto di questa situazione anche se avevo fatto di tutto per non coinvolgere le mie due figlie. D. quando i primi problemi si erano manifestati aveva solo 14/15 anni, carattere particolarmente sensibile già allora nella sua vita c’era il futuro marito.

Abbiamo affrontato la nuova realtà, le ragazze continuando e terminando gli studi, io continuando il lavoro, cercando una mia serenità da poter trasferire anche a loro e dopo alcuni anni è entrato nella mia vita affettiva il compagno che è stato vicino a tutti noi con affetto, discrezione fino a 4 anni fa, quando ci ha lasciati dopo un percorso legato ad un tumore.

Nell’aprile del 2011 D. mi informa telefonicamente la decisione sua e di suo marito di separarsi; nei mesi successivi tutto cambia, D. presenta richiesta separazione per colpa del marito, il quale a sua volta presenta al tribunale una memoria difensiva con costituzione in giudizio nella quale riferisce di una relazione sentimentale col Dottor LA, per il quale D. si è attivata a tempo pieno svolgendo anche attività di volantinaggio per le serate da lui tenute. La memoria riferisce di telefonate e messaggi pressanti ricevute da D. citando i numeri telefonici usati, schede attivate da D. stessa ma naturalmente utilizzati da questo personaggio.

Ho cercato diverse volte con D. di farle dire la realtà su quanto stava succedendo, ma come risposta non ha mai citato l’esistenza nella sua vita del dottor LA. Addirittura ha iniziato a parlare di anni pieni di sofferenza, soprusi, solitudine: situazioni di cui non solo non mi aveva mai parlato prima ma di cui non c’era stata nessuna manifestazione di cui mi sarei sicuramente accorta.

Abitiamo a duecento metri di distanza, mi sono occupata dei miei nipoti unitamente all’altra nonna, cene e pranzi tutti insieme erano abituali.

Da questo momento ogni volta che ho cercato un dialogo sincero ha sempre reagito con aggressività accusandomi di averla abbandonata, senza mai chiederle se era felice e quando l’ho messa sull’avviso di guardarsi da questo dottor LA, a mio avviso persona non affidabile, ha inveito contro di me affermando il suo odio e dicendo che quando tutto fosse finito avrei dovuto stare fuori dalla sua vita.

Ho saputo che ha fatto di tutto per introdurlo nell’ambiente ospedaliero, addirittura il mese di luglio del 2011 si è presentata dall’avvocato che la rappresentava con questo personaggio dopo di che si è affidata ad un altro avvocato presentato da LA.

Per capirne di più ho seguito il sito del dottor LA su Internet e sono andata di persona a C. all’indirizzo cui avevo mandato una lettera al dottore, respinta al mittente: ho fatto fotografie ed è la sede di una Croce Rossa, senza nessun riferimento a uno studio psicoterapeutico; parlando con una persona mi è stato detto che quasi dieci anni fa quel dottore era stato là. Mi sono recata allora nell’altra sede di cui parla in internet a C.(2) ma non esiste né sede né campanello o insegna: parlando con persone in maniera discreta non risulta nessuna attività in loco, anche se la raccomandata con ricevuta di ritorno da me mandata a quell’indirizzo è stata ritirata.

A tuttora non so né dove il dottore abbia residenza né dove operi realmente.

Cosa gravissima ha presentato due denunce per presunti maltrattamenti subiti da parte del marito, a mio avviso il tutto premeditato. Non riconosco più mia figlia, persona sensibile con un grande amore per i suoi figli con i quali è sempre stata una mamma attenta. A sua volta il marito è sempre stato un gran lavoratore impegnato ad occuparsi del benessere della famiglia, senza altri diversivi di alcun genere.

Del cambiamento di D. ne sono stati testimoni i ragazzi sempre più sbigottiti, in particolare il maggiore a conoscenza dell’esistenza di LA ha collegato quanto stava accadendo.

M. il figlio più grande ha compiuto 16 anni. Nell’udienza col giudice non solo egli ha dichiarato di voler risiedere presso l’abitazione del padre, ma ha puntato il dito contro sua madre affermando che ha un altro e di non credere a quanto dice; M. rifiuta di passare anche solo alcuni giorni di vacanza con la madre e la sorella e gli vengono negate le chiavi di casa della madre.

Impossibile parlarle di quanto succede neanche da parte di sua sorella.

Ci sono già state diverse udienze per definire i termini della separazione giudiziale nella quale per i ragazzi ci sarebbe l’affidamento condiviso con assegno di mantenimento solo per loro.

So che D. cerca, anche con minacce, di avere un buon accordo economico, appena non ha i figli lascia la casa coniugale e corre da LA. In febbraio, sempre più sconvolta da quanto stava accadendo, ho inviato una lettera al signor LA esprimendo diverse perplessità sulla sua professionalità: ha risposto con una telefonata dal cellulare di mia figlia dicendomi “si trovi un buon legale presto avrà mie notizie”.

Io mi sono rivolta ad un buon legale ma sto ancora aspettando.

Come sa non mi do pace, cerco aiuto.

Grazie di cuore

Lettera firmata

Per salvaguardare la privacy sono stati cambiati nomi.

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