La pista satanica di Yara Gambirasio

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Chissà se la povera Yara e la sua famiglia conosceranno mai la verità e la giustizia! Una fine tragica che non trova motivo, ma alla quale tutti si affannano a dare spiegazioni tanto illogiche quanto “sensazionali” nella speranza almeno di catturare l’attenzione dei media su di loro.

Da quando il corpo della ragazza è stato ritrovato, si susseguono un mare di ipotesi, molte delle quali inerenti i soliti sacrifici umani compiuti all’interno di una terribile setta satanica. Fra i mille pareri autorevoli di tanti sedicenti esperti, e mille articoli di giornali differenti che in fin dei conti si rimpallano le “esclusive” solo per l’audience (ma questo è il loro mestiere e chi ci va a finire eventualmente di mezzo a loro non riguarda minimamente), c’è stato un solo titolo che ha attirato la mia attenzione:

“Yara, indagini rallentate dalle tesi contrastanti”

Trovo questo articolo terribilmente reale nella sua tragicità. Se non si troverà mai un responsabile di questa morte, sarà anche dovuto al fatto che troppi stanno depistando le indagini con piste fantasiose quanto assurde, prima fra tutte quella satanica, sulla quale si sono già cimentati un sacco di esperti e criminologi, sensitivi e carismatici. Non so quante persone abbiano la percezione che tutte queste “perizie criminologiche” siano effettuate sul nulla, montate solo sulle invenzioni dei giornali; gli inquirenti infatti tacciono.

Non so neanche come si sia diffusa l’idea che i tagli sulla schiena della ragazzina, fossero composti da una X e da due segni paralleli:

runa-yara

molti giornali lo hanno riportato e da lì è partita la ridda di criminologi e esperti di sette che hanno espresso la loro……impreparazione.

Fra questi molto diffuse, e riportate pedissequamente dall’uno all’altro esperto che si sono espressi su giornali, TV, radio, web, sono state queste interpretazioni:

  • La X potrebbe essere una runa (legata al suono G) riconducibile al principio del sacrificio.
  • Le due linee orizzontali parallele, fanno riferimento all’acqua e alla femminilità.
  • E’ un simbolo completamente nuovo. Ma la somma di questi due segni parla chiaro: sacrificio femminile.
  • L’uso di questi simboli fa pensare per prima cosa a riti di passaggio con sacrificio umano: l’omicidio con l’obiettivo di entrare in un gruppo (da profano a iniziato) o di aumentare il proprio grado.
  • La ragazza è scomparsa in vicinanza dell’8 Dicembre, festa cattolica dell’Immacolata Concezione.
  • L’assenza di sangue in quantità compatibile con le ferite potrebbe indicare che l’assassino ha sottratto dal luogo del delitto il sangue per un rito successivo.     

A scanso di equivoci diciamo subito che non solo non si ha certezza che i segni sulla schiena di Yara siano proprio tracciati in questo modo e quindi si sta parlando a vanvera, ma le perizie citate qui sopra sono addirittura in contrasto tra loro, create associando elementi molto diversi, nell’eventualità che qualcosa di detto abbia un qualche riscontro e quindi non essere smentiti in toto.rune

La X potrebbe essere una runa (qui sopra riporto le rune per farvi vedere che questo esatto simbolo non esiste fra esse), ma potrebbe essere una qualsiasi altra cosa, anche solo un gioco macabro di qualche squilibrato; le linee parallele e orizzontali sarebbe la prima volta che vengono identificate con l’acqua e quindi alla femminilità. Bisognerebbe capire quanto questi segni siano orizzontali (“orizzontali” non significa nulla, visto che non si sa rispetto a cosa: se si capovolge la figura-corpo di 90° si avrebbero delle linee perfettamente verticali) e poi capire per quale motivo questi dovrebbero significare l’acqua (l’elemento femminile per eccellenza, soprattutto nei concetti esoterici-occultistici è la luna e non l’acqua; l’acqua semmai è un concetto legato alla femminilità nella psicanalisi) e non per esempio le parallele della palestra, visto che la ragazza era una ginnasta; è un simbolo completamente nuovo ma già si sa interpretarlo con esattezza; un rito di passaggio prevede molti elementi che qui non sono riscontrabili; un rituale satanico (o magico) prevede un’organizzazione dell’evento morte che qui non appare neanche in sogno; Yara è scomparsa il 26 novembre 2010, quindi ben 11 giorni prima della festività menzionata e qualsiasi studioso serio di esoterismo-occultismo, sa bene che un pressapochismo simile non è accettabile nell’ambiente, anzi ogni rito ha un calendario fortemente codificato e immutabile nei minimi particolari.

Certo di questo passo qualsiasi data sarebbe possibile avvicinarla a una festività o a una ricorrenza religiosa. Se non in caso di recisione di un’arteria o di uno sgozzamento, come si farebbe a estrarre dalle ferite di un coltello il sangue necessario a riti successivi? Forse si fa un taglio e ci si mette sotto una scodellina aspettando che ne scenda a sufficienza? Non dimentichiamo che in un corpo morto il sangue smette di scorrere e prelevarlo diventa assai difficile, quindi, nel caso, si sarebbe dovuto prelevarlo su corpo vivo. Ma i tagli sono sulla schiena e quindi tagliare un corpo supino (adagiato sulla pancia) e aspettare che il sangue fuoriesca e riempia una ciotola è contro la legge di gravità, quindi un’operazione assai difficile quanto inutile, visto che per questo sarebbe bastato tagliare una qualsiasi arteria e riempirci una damigiana.

Il bello di tutta questa perizia è stato offerto onestamente proprio ieri, 13 marzo 2011, dal PM Letizia Ruggeri, che ha rilasciato questa dichiarazione:

“Non è possibile parlare di simbolo. Ho visto la RICOSTRUZIONE FATTA DAI MEDIA ma non mi sembra affatto che sia quello che si vede sul cadavere!”

A cosa serve tutto questa messa in scena allora? Come detto tante altre volte serve a vendere, in primis e a vendersi come esperto come secondo aspetto.

E le conseguenze di tali discutibili atti (pari ai tanti sciacalli che si presentano in queste storie come “sensitivi”)?

La prima conseguenza è gettare nel panico più assoluto le famiglie della zona, come se non ne avessero già abbastanza che una ragazzina di soli 13 anni, di un piccolo comune bergamasco sia rimasta vittima di un delitto così atroce e inspiegabile. La seconda conseguenza è di continuare a fomentare gli allarmi sociali più in voga al momento. La terza conseguenza è il far correre dietro ai deliri di alcuni le Forze dell’Ordine che saranno così continuamente disperse dal loro lavoro. La quarta, la più vera e inquietante è di depistare le indagini, con le quali, se si continuerà in questo modo, non si arriverà mai da nessuna parte, perché l’attenzione dovrà correre dietro a troppe piste e a troppi sedicenti esperti.

Personalmente, dal primo momento della scomparsa di Yara, mi sono chiesta quanto questo delitto fosse la più probabile conseguenza del circolo mediatico creato attorno al caso di Sarah Scazzi, anzi l’avevo predetto che ci sarebbe stato molto probabilmente un delitto che poteva avere caratteristiche simili ( e non sono una sensitiva!).

Forse non è così: non ho la presunzione di “sapere” e neanche di indovinare sempre la realtà, ma è indubitabile che questi orrori generano altri orrori simili, è indubitabile che qualche persona squilibrata possa rimanere ammaliato dalla grande pubblicità offerta gratuitamente all’assassino di Sarah e alla sua famiglia e magari voglia ripeterne le gesta, pensandosi anche più furbo del primo caso. L’emulazione è la vera molla di questi episodi, quando sono così temporalmente vicini.

L’esperto è colui che ammette di non sapere tutto, non offre facili soluzioni e risposte in mancanza di indizi certi, conosce i precedenti della materia di cui dice di occuparsi, tutela la persona e LE persone tutte da ogni forma di pregiudizio, cercando con i propri limiti e mezzi, di appurare la verità.

Tutto questo dovrebbe farci riflettere molto attentamente.

Silvana Radoani

Copyright – marzo 2011

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