Quando abboccano persino Le Iene

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Dal 2010 in Internet gira un filmato tratto dalla trasmissione “Le Iene” riguardante la pedofilia e il satanismo.

http://www.iene.mediaset.it/puntate/2014/03/06/casciari-messe-nere-e-pedofilia_8391.shtml

del quale ora viene riproposto (fa sempre audience riproporre certi argomenti) la versione integrale.

Da subito diciamo che una trasmissione come Le Iene non è dotata di validi professionisti di settore che permetta loro di saper distinguere, in alcuni argomenti, tra bufale, leggende metropolitane e verità. Per cui questa mia discussione non è contro la trasmissione in se stessa, che ha fatto anche degli ottimi servizi, ma contro questa particolare inchiesta che ritengo una solenne montatura, ai danni di tutte le vittime (vere o presunte) che in essa vengono raffigurate.

I motivi per i quali affermo questo sono diversi e provo ad illustrarli per punti, seguendo lo scorrere del filmato.

1. La dottoressa giudice onorario del Tribunale dei minori di Bologna, essendo una psicoterapeuta dovrebbe sapere molto bene che un bambino che racconta di aver ucciso altri bambini, o cose simili, non può essere creduto senza prove, perché la fantasia di un bimbo può essere suggestionata in moltissimi modi, anche in buona fede da parenti, televisione, racconti, terapeuti, ecc. Vi sono migliaia di studi serissimi sui “ricordi” dei bambini, che vanno sempre presi con le pinze. La dott.sa Dominici invece pare sposare senza indugio qualsiasi “testimonianza” di minore, senza farne una valutazione critica. Purtroppo, come ho detto molte volte,, questo comportamento non aiuta né il minore (che poi viene allontanato magari dalla famiglia, senza ragioni certe e con un danno anche su lui stesso enorme), né tantomeno per le altre persone che vengono portate alla sbarra e alla gogna mediatica, sulla base di un bimbo che racconta. E i tanti, troppi casi italiani di reati legati al satanismo e alla pedofilia hanno parlato chiaro e dovrebbero far riflettere tutti.

2. Ma da dove parte effettivamente questa storia? Dalla psicoterapia della classica solerte psicologa che induce la ragazza, con evidenti disturbi comportamentali (se non altri) a ricordare gli abusi subiti. E tutta la casistica dei falsi ricordi dove la mettiamo? E le induzioni forzate di ricordi non corrispondenti al vero di persone fragili psicologicamente? Vogliamo parlarne? No, a fare questi studi e discernimenti non si arriva all’onore della ribalta, mentre a far “emergere” racconti trash da una persona che avrebbe bisogno seriamente di una mano professionale, si fa più bella figura. E’ la solita storia: per anni e anni la ragazza non ha ricordato, poi, grazie alla solerte psicologa, le riaffiorano alla mente i ricordi…. così ricchi di particolari. Una ragazza che proietta in ricordi indotti e fantasiosi le sue ansie e le sue paure. Ma da qui alla realtà ne corre e ne corre.

3. A saper leggere bene il linguaggio non verbale della ragazza, le pause e i presunti sospiri quando racconta, si vede benissimo che sono fatti ad arte: non tradisce mai una vera emozione con la voce o la postura del corpo e non sono congruenti con la descrizione dei fatti che narra.

4. A cinque anni non si ricordano determinati particolari (pietre a cerchio, sai neri – di notte come sapeva che erano proprio neri? – cappucci a punta…) tanto meno se la paura è tanta e soprattutto un bambino è spaventato. Interessante notare che mentre la ragazza descrive questi particolari non tradisca emozioni: racconta tutto come se stesse parlando di un film appena visto. Ricordo quando si procedette a interrogatorio del bambino seviziato dai Bambini di Satana. All’epoca dei fatti aveva 3 anni e ricordava incredibilmente tutto, descrivendo con grande dovizia di particolari luoghi, date, nomi anche di altri capigruppi satanici conosciuti (es. Efrem del Gatto), nomi di strade, ecc… Ma un bimbo di tre anni non ha memoria a lungo termine, neanche ricorda cosa ha mangiato a mezzogiorno!

5. La ragazza porta la troupe in una casa abbandonata dove, visto l’ingombro, è impossibile svolgere qualsiasi forma di rito. Inoltre non c’è un solo segno di satanismo né nella casa abbandonata, né in tutta la zona. Non ci si può chiedere se per caso la ragazza non abbia visitato quel posto in una gita fuori porta e successivamente la sua mente abbia deciso che quella era l’ambientazione adatta al suo racconto satanico?

6. Dai racconti i satanisti della congrega si muovono continuamente tutti insieme…… uccidono il ragazzino che si è messo in mezzo per provare a difenderla (ma un attimo prima dice che c’era solo lei, suo padre e un uomo moro che voleva avere rapporti con lei) e “tutti insieme vanno” nel bosco a sacrificarlo a satana…..ecc…. Ce le vediamo 10-20 persone che girano di continuo incappucciati e con sai neri avanti e indietro, in gruppo compatto e nessuno li nota? (qui si parla di giorno e non di notte). E questi come mai sono sempre pronti e sul posto? Ricordiamo che il racconto è troppo particolareggiato e lungo per essere nei ricordi di una bimba di 5 anni. Così come spostano di continuo un sacco di bambini, che assisterebbero tra l’altro TUTTI ai riti di smembramento e altri, e nessuno si accorge di nulla, mai?

7. La ragazza denuncia ma non si trovano mai prove certo per le solite lobby potentissime che coprono e insabbiano tutto (e magari il padre dell’inizio che si trova accusato ingiustamente e reagisce così male all’arrivo della troupe, non ha una logica? Proviamo a riflettere: se qualcuno improvvisamente ci accusasse di averlo violentato, di aver fatto riti satanici con lui, ci trascina in tribunale nel suo delirio…. e poi improvvisamente ci piomba in casa una troupe televisiva che vuole da noi delle spiegazioni, con la presunta vittima che ancora inveisce….!! come ci sentiremmo? Quale potrebbe essere la nostra normale reazione?). Gente potente e intoccabile? Ma se nelle immagini si vede chiaramente che vanno da una specie di contadino… un poveraccio come al solito che non ha modo di difendersi da eventuali accuse infamanti.

8. La ragazza non aveva visto suo padre da quando aveva 7 anni e mezzo…. e ora ne ha 24; ci sta che siano accuse inventate dalla ex moglie, così come ci sta che magari il padre abbia davvero abusato della bimba (questo non posso saperlo), ma di tutto quello che poi è stato ricamato sopra a sfondo satanico io dubito fortemente. Ne ho seguiti diversi di casi come questo.

9. Come prova degli abusi subiti, la ragazza narra di avere un referto medico che accerta i suoi “sfinteri deboli”. Accidenti, dico io, gli sfinteri anali deboli non sono la stessa cosa di penetrazione anale in una bimba! Diversi anni fa ebbi occasione di vedere foto di bambine penetrate analmente e posso assicurare che c’è da inorridire: sono letteralmente sfondate, altro che sfinteri deboli! Gli sfinteri deboli possono essere anche di costituzione. Possibile che la ragazza non dica per esempio che all’epoca fu accertato che era stata deflorata? No, accenna solo a sfinteri deboli! E’ assurdo.

Un filmato trash tra i più aberranti. Non è possibile che girino ancora professionisti che non sappiano distinguere tra realtà e fantasia guidata, tra problemi psichici e incanalamento delle angosce, tra riti reali e fantasie che non hanno mai avuto riscontro nella realtà. Non è possibile che non ci si renda conto di quante vittime facciano queste brutte e inventate storie. E anche trasmissioni come Le Iene o simili, dovrebbero avere un po’ più di ritegno a piombare in casa di chiunque venga tacciato di qualcosa sperando nello scoop più assoluto: cosa si aspettano? Che la persona cada ai loro piedi, li accolga con calore e ammetta la sua colpa? Ma non è delirante tutto questo?

Silvana Radoani – 2014

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