Veleno nella bassa modenese

  • dicembre 4, 2018 - 11:29 am
  • radoani

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Ieri sera (3 ott 2018) c’è stato l’incontro a Mirandola (MO) riguardante il caso della bassa modenese che ha coinvolto, alla fine degli anni ’90, tanti bambini portati via alle rispettive famiglie con l’accusa di pedofilia a scopo satanico.

Una tragedia che non si è limitata a questo episodio ma ha riguardato centinaia di bambini in Italia, ad opera di un’associazione (un ente) che dice di occuparsi di bambini abusati: il CISMAI.

Io stessa ho seguito almeno 7 casi provenienti dal CISMAI, con tentativi di allontanamento e di incriminazioni di famiglie o preti sempre con lo stesso metodo; metodo che è stato fortemente contestato dalle Università e dall’Ordine degli psicologi. Ieri sera ne hanno parlato diffusamente i dottori Valgimigli e Brillanti.

La sala era stracolma, con persone provenienti persino da Genova, Firenze e Milano.

Un caso questo che sconvolge nel profondo qualsiasi persona che riesca a pensare con la propria testa, a confrontarsi con gli atti emersi, a pensare per un attimo “…se fosse capitato a me…”.

A tutt’oggi, dopo 20 anni dall’inizio di questa storia, io rimango sconvolta ogni volta che incontro questi genitori o fratelli, sorelle, zii, nonni di questa vicenda. Non riesco proprio a comprendere come sia potuto succedere un delirio collettivo così esteso e prolungato nel tempo.

I soldi. Sì certo, i soldi hanno fatto da padrone. Nel 1995 esce un decreto con il quale si offrono fortissime somme di denaro a coloro che si sarebbero occupati di abusi minorili. E’ proprio in seguito a questo decreto che viene fondato il CISMAI, che ingloba in sè la maggior parte di questo fondo. E naturalmente per far vedere che ci si occupa di bambini abusati, bisogna trovarli questi bambini! E se non ce ne sono di immediata disponibilità ce se li inventa: negli anni centinaia di bambini vengono prelevati in Italia per fornire merce a questo mercato dell’affido-adozione.

Nonostante l’Ordine dei medici, l’Ordine degli psicologi, l’Università si ponga in contrasto con il metodo usato e coniato dal CISMAI, questo guadagna terreno e persino alcune Regioni complete si avvalgono dei loro servizi e dei loro corsi (fra cui l’Emilia Romagna). Il giro d’affari diventa gigantesco: si pensi che per esempio una seduta “terapeutica” obbligatoria una o due volte alla settimana per bambino, viene pagata tra i 300 e i 400 euro!

A nulla sono valsi gli appelli delle famiglie ai Tribunali competenti, a nulla sono valse le tante sentenze di assoluzione dei presunti rei, a nulla sono valse le interpellanze parlamentari e i tanti convegni effettuati a livello internazionale, con relatori di caratura mondiale che si sono espressi contro il CISMAI e il suo metodo.

Negli anni centinaia di vittime, milioni di euro guadagnati dal CISMAI, famiglie distrutte, tanti morti per suicidio o morti per cause naturali ma dovute al forte stress subito, bambini che non hanno mai più fatto ritorno a casa, falsi ricordi instillati nella mente indelebilmente (se si aggiunge che in seguito subentra sicuramente una resistenza della mente ad ammettere che ci si era sbagliati e che si è creato tanto dolore), continue ripercussioni contro le famiglie che hanno tentato di chiedere spiegazioni o hanno cercato di ribellarsi.

Ieri sera una mamma, fra i singhiozzi, ha raccontato della sua prima gravidanza raggiunta faticosamente a 39 anni. Ha partorito due gemelline ed è stata trattenuta in ospedale immotivatamente per 7 giorni. Al settimo giorno le due gemelline le sono state portate via e lei non le ha mai più riviste. Quando l’avvocato ha chiesto spiegazione è “saltata fuori” una perizia psichiatrica sulla donna che la dichiarava incapace di occuparsi delle bimbe e pertanto le veniva revocata la potestà genitoriale! E la donna ieri sera diceva giustamente: ma nessuno si è chiesto in base a cosa hanno capito che ero inadatta a occuparmi delle mie bambine dopo soli 7 giorni in ospedale?

Non lo so se si riesce a comprendere il dolore immenso. Io continuo a chiedermi: ma se in quell’ospedale, in quel momento ci fossi stata io e mi fosse successa una cosa simile? Come mi sarei sentita? Sarei stata in grado di sopravvivere? Davvero non riesco ad immaginare nulla di più assurdo e sconvolgente.

Dopo 20 anni finalmente qualcosa si sta muovendo e io mi unisco affettivamente a tutte le famiglie e i preti ingiustamente coinvolti e mi unisco professionalmente ai tanti professionisti che si stanno unendo per far fronte a questo impero costruito sulla pelle di tanti bambini.

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Per visionare filmati su questa storia vi prego di andare su youtube e cercare il canale di Giuseppe Morselli. Troverete presto la registrazione integrale di questo incontro.

Video di Lorena e Stefano Covezzi

Video della sorella di una vittima

Video della nonna dei bambini Covezzi 

Video di una bambina portata via all’epoca e di sua madre

Video di una madre e dell’ultima sua figlia

Video del professore di Neuropsichiatria Infantile Dott. Valgimigli

Video della Professoressa di Psicologia Infantile dott.sa Brillanti

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