Veleno nella bassa modenese

  • marzo 3, 2018 - 5:58 pm
  • radoani

Nei mesi scorsi è andata in onda, via podcast, una interessantissima inchiesta di Pablo Trincia sui fatti della Bassa Modenese che quasi 20 anni fa hanno coinvolto tanti bambini, portati via alle loro famiglie con le accuse infamanti di pedofilia e satanismo.

Per chi volesse riascoltarlo o rivederlo, questo è il link ufficiale: Veleno – di Repubblica, con le sue 7 puntate.

A seguito di questi servizi in Italia, ma soprattutto nella bassa, si è sollevato un grande polverone, forse come mai fino ad ora era stato fatto, conferenze, servizi giornalistici, nuove interrogazioni parlamentari, denunce, interviste, comunicati stampa, ecc.

A seguito di tutto ciò l’avvocato che segue 4 dei ragazzi portati via da piccoli, ha scritto la lettera che riporto, dove sostanzialmente si ribadisce il fatto che i bambini di allora furono davvero vittime di atroci delitti contro la persona, pure a scapito di ormai ogni evidenza scientifica, processuale, di buon senso.

Lettera Avvocato

Ma a questa lettera – comunicato stampa, ha risposto ancora una volta coraggiosamente e dignitosamente la signora Morselli Covezzi, la mamma che ora vive in Francia ma che continua a battersi come una leonessa per i propri figli.

Buongiorno, mi chiamo Lorena Morselli,  non la mamma dei “4 figli” , ma degli ormai noti 4 fratellini. Tengo a partecipare al dibattito aperto come mamma e come cittadina. Ho letto e riletto la lettera…rispetto le volontà, anche se rilevo, nero su bianco, qualche inesattezza, ma lascio a lei fare ricerche, scernite, verifiche, deduzioni, tirare segni rossi o bianchi sugli errori. C’ é molto da fare e la lascio dimenarsi fra faldoni, sentenze, attività mediatica, lettura di libri, ore di filmati riprendenti la vicenda in ogni suo aspetto. Vorrei che andasse nelle scuole, che  parlasse con decine di insegnanti e chiedesse il perché da 20 anni fanno molta fatica a segnalare bambini in difficoltà. Preciso che  questo permette a chi fa veramente male ai bambini, di continuare, e agli innocenti di finire in carcere. Vorrei riprendere il termine  “circo mediatico”; la lascio cercare fra le migliaia di articoli colui che ha offeso in modo evidente  i bambini, definendoli, di fronte a rivelazioni incredibili ed orribili, mai credute neppure dai giudici, “bravi attori”. Ho sempre sofferto quando le sentenze ritornavano ai bambini la stessa lapidaria affermazione: noi giudici non vi abbiamo creduto .. senza mai preoccuparsi di come gli stessi operatori spiegassero o no ai bambini , le ragioni di condanne o assoluzioni; Vorrei che cercasse fra le videocassette girate ai colloqui con gli psicologi, le minacce degli operatori  quando, neppure indagati, ci chiedevano: -Siete disposti a patteggiare? -Vorrei che si mettesse sullo scranno del presidente del Trib. Minorile, quando, ascoltando unicamente le parole della psicologa di una bimba di 8 anni, che aveva difficoltà non di apprendimento, ma psicologiche, (da anni andava dalla psicologa)! , credette che i 4 fratellini uscissero  la notte per andare nei cimiteri e.., teste mozzate, sangue bevuto,  bimbi squartati ecc… ecc.., Eppure la presidente firmo’ quel decreto,  i nostri figli, prima furono  allontanati  poi separati senza diritto alcuno di replica.  Avrei voluto che lei fosse sullo stesso scranno il giorno in cui, sei mesi dopo l’ allontanamento e dopo ripetute istanze per essere ascoltati, nonché sollecitata da interrogazioni parlamentari a cui il ministro della giustizia non poté rispondere, in quanto 12 ore prima della risposta fummo raggiunti da avviso di garanzia,  fummo ricevuti e la presidente ci urlo': – E adesso cosa avete da dire?-  Quando cominciai a parlare dei miei figli, pensando di avere avuto quell’ ascolto che ci fu negato prima e dopo l’ allontanamento,  le chiesi il perché gli operatori non avevano voluto che a Natale offrissi alla mia bimba di appena 4 anni, l’ asse da stirare. Ella si  alzo’,  ci lancio’  il faldone,   giro’ i tacchi e se ne ando’.  C’ erano fogli dappertutto, sgomento ed incredulità; ma questo non é grave. Il peggio é che in 20 anni, mai un giudice  minorile  ha voluto ragionare con  uno solo dei 20  bambini,   per discutere piacevolmente della scuola, della nuova collocazione o altro. Su questo dovrebbero nascere le obiezioni di tutti. Vorrei che si mettesse nei panni di bambini che per anni, dopo l’ allontanamento, furono spostati diverse volte, perché gli affidatari furono riconosciuti inidonei, dallo stesso servizio che li aveva scelti fra tanti;  Ma questo non é l’ argomento da discutere, perché si parla di 4 figli che ci rinfacciano di tutto. Bene, é cosi’ che  si fa! Torniamo al “circo”. Devo precisare che anche i giornalisti hanno diritto a fare le loro inchieste; la invito a cercare l’ attività mediatica di Burgoni… C’ é o non c’é, dov’ é finita? Certo che c’ é! E’ stato anche direttore di un giornalino, che comincio’ proprio con la storia dei “pedofili”.  Cerchi e legga, per favore! Possiamo parlare di circo anche in altri momenti ; si sono visti in persone adulte comportamenti da: coccodrilli, scimmie, pantere, pagliacci, domatori, asini che volano, bigliettai, amministratori, piagnistei sulle miserie dei bambini, solo per tirare dalle comunità denaro pubblico; ma la cosa più grave é che non si é mai riusciti, almeno ufficialmente,  vedere cosa facessero gli operatori sociali con ciascuno dei bambini. Mai! Noi ci inquietammo ed essi  ci risposero: “Voi tacete, anzi, cominciate ad  ammettete le vostre colpe (ricordo che  non eravamo indagati, non c’ era nulla a nostro carico), altrimenti non vedrete mai più i vostri figli! Cerco di sollecitare la sua curiosità: un bimbo dice : ai colloqui ” mi davano le pastiglie”; Ci sono altri bambini che escono dai colloqui  in modo strano, o che non si tengono in piedi, o che svengono.. Spiegazione:  sono ridotti cosi’, perché solo cosi’ “sono pronti per  parlare”. Ah, quante cose potrei ancora elencare! Ma…troppo facile suggergliele! ….  Chissa’ se qualcuno ci ha riflettuto! …o se almeno se tutti gli operatori si sono  attenuti al protocollo del CISMAI!  Non mi sembra, qualcuno ha sforato anche in quello!  Ma dov’ era, dov’ é  il controllo? Infine, se viene a Finale Emilia, passi nelle scuole, dalla pediatra, dai capi scouts ,dai vicini, dagli allenatori sportivi , dai catechisti e chieda come erano i “4 fratellini” nella speranza che anche lei non deduca che erano “bravi attori”…  Penso di avere detto tutto; lascio anche io il dibattito aperto, come si vuole nelle democrazie, con la facoltà di verificare. Termino e ribadisco che mai e poi mai ho detto la parola “bugiardi”.. o “non credo”, ho sempre sostenuto che il “bambino ha la sua verità” e che non era necessario far sparire le videocassette o gli appunti, quale prova accertata del parlare dei bambini. Dichiaro che da quel 12/11/1988 nulla é cambiato nei loro confronti; ho sempre creduto in loro, nelle loro potenzialità e nel loro desiderio di verità, una verità con la V maiuscola. Ne approfitto per mettere al corrente che in tanti  pregano affinché si abbia la Verità. Continuero’ a portarli nel mio cuore con tutto l’ affetto di mamma, insieme a Stefano.

Cordialità, Lorena Morselli 

Salernes: 31/01/2018

Insieme a questa lettera all’avvocato, la signora Morselli ha indirizzato un’altra lettera direttamente ai 4 fratellini dei quali parla la lettera dell’avvocato, non essendo certa al 100% che siano i propri figli. Eccola:

Carissimi “figli”,

non so chi siete, non so da dove venite, non so dove siete diretti, non so chi vi ha cresciuti, 
non so come siete stati trattati per lunghi anni dagli operatori sociali, 
non rimane traccia del loro operato, né per me, né per le autorità, ma vi chiamo "figli".
Sono Lorena Morselli di Massa Finalese, la ormai nota "mamma dei 4 fratellini".
Vi chiamo figli, perché, anche se non siete i miei figli, vi ho sempre  portati nel cuore con affetto,
stima, rispetto. 
Mai da nessuna parte sta scritto che io e Delfino abbiamo pronunciato la parola "bugiardi", 
o "non vi crediamo"; mai abbiamo puntato il dito contro di voi, neppure contro Martina, 
i cui problemi di fragilità di personalità sono  stati ben chiariti dalla sott.sa Avanzi in ogni sede.
Comunque, da 20 anni, quando parlo della vicenda della Bassa Modenese,
- parlo di 16 bambini,
- di tante famiglie distrutte,
- di una scia di sangue tracciata da padri, madri, nonni, don Giorgio, deceduti in nome...
Nessuno sa in nome di chi o di che cosa,
- di 5 processi penali, alcuni terminati con condanne , altri con assoluzioni, 
senza contare le archiviazioni e le procedure minorili,
- di fratellini separati, senza ragione, perché quando ogni operatore da  risposte diverse,
le ragioni non esistono. 
Ho sempre parlato di voi, senza il pensiero di accusarvi;  per voi solo parole di incoraggiamento 
e di comprensione. E' tutto. 
Colgo l' occasione di questo "dibattito aperto" per rinnovare l'affetto, la stima  
e per formulare gli auguri di ogni bene, pace con voi e con tutti, successo, riuscita oggi, 
domani, sempre. 
Lorena Morselli
Salernes, 30/01/2018
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