Esistono settarismi anche nella Chiesa Cattolica

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PREMESSA

Esiste sempre un legame tra settarismo e disturbo narcisistico. Esiste sempre un ghetto culturale e psicologico che nasce e si sviluppa in chi vive dentro la “muraglia cinese” di un gruppo chiuso ed escludente che vive e si nutre del culto delirante di un capo e/ di un santone o di una santona. Questo come inevitabilmente conseguenza di questa insana deviazione mentale per la quale non si tollera che nessuno evapori l’idolo: per questo reagisce con rabbia, insultando, deridendo e rifiutando chiunque non aderisce al millimetro alle proprie geometrie. In questi ghetti settari -comunque costituiti – trasuda il fariseismo di chi pensa di essere solo lui buono, perfetto, santo, infallibile e intoccabile per cui tutti i difetti e gli errori sarebbero solo ed elusivamente degli altri. “Altri” che vengono visti – in qualche modo – di volta in volta, come dei nemici, oppure come dei falsari, oppure come gruppi e istituti devianti o addirittura che provocano la perdita della salvezza. “Altri” che quando promuovono critiche agli errori della “setta”, sono accusati sempre di complotti contro la “psico-setta” o comunque contro la realtà in qualche modo “settaria” che si è costruita artificialmente (anche ….. dentro la Chiesa, come nel caso degli Istituti o gruppi commissariati dalla Chiesa). Gli “altri” sarebbero sempre e solo sbagliati, devianti, ingannatori, ecc mentre la psico-setta o comunque il settarismo che si è nascosto anche dentro la Chiesa sarebbe l’unico che offrirebbe salvezza, verità, purezza, povertà, rettitudine, ecc. Offriamo come sussidio questa scheda che indica sinteticamente, ma in modo preciso, quelle che possono essere le caratteristiche essenziali del “settarismo”, – ovunque si manifesti – con una indicazione dei suoi effetti, dei suoi danni e anche delle sue cause. Il lavoro vuole prendere in esame soprattutto il settarismo dentro… la Chiesa che, sicuramente, è il fenomeno più pericoloso, quello più insidioso (e forse più diffuso) perché quello “di fuori” ha un volto più facilmente riconoscibile, mentre quello “di dentro” è meglio mascherato, più occulto e, a volte, anche ben nascosto.

UN POPOLO DI SANTONI

Dal sito “Attualità e Cultura”, del 22 dicembre 2012, riportiamo un piccolo articolo utile per la nostra indagine. “ITALIA, POPOLO DI SANTONI”. Ci sono più di 25.000 fedeli non riconosciuti dalla Chiesa Cattolica e decine di gruppi che nascono intorno a figure di veggenti. /…/ In data marzo 2010, Giulia Buccelli, pubblica questo articolo: “Perché tutta questa gente crede in sette e santoni”. “Il Sas, la squadra antisette che il ministero dell’interno ha istituito, risponde che il 52 per cento delle vittime di questi santoni sono adulti, il 42 per cento sono giovani, il 6 anziani. /…/ Gennaro Monaco, che si occupa di questo particolarissimo settore, afferma che “Essendo stato abolito il reato di plagio, IL FENOMENO RIMANE SOSTANZIALMENTE SOMMERSO”. /…/ Tutti i santoni sono idolatrati e inducono fanatismo”. Noi aggiungiamo che il fenomeno rimane sostanzialmente sommerso ed è molto più esteso di quanto denunciato perché coloro che rimangono vittime di questi fanatismi, dell’obbedienza idolatrica imposta dal santone, del terrorismo psicologico da lui esercitato con la minaccia dell’inferno o di altri castighi, perdono la capacità e la forza di denunciare gli abusi: o li considerano normali o pensano, indotti, dal plagio subito, che denunciando il santone, si metterebbero contro “dio”! In pratica, nella realtà, attuale, non c’è istituto o gruppo o movimento dove non ci sia, ufficialmente o non ufficialmente, un “santone” o una “santona”, come se questa fosse la “conditio sine qua non” per avere un cattolicesimo autentico, mentre invece è deviante. Onestamente bisogna riconoscere che questa aberrazione è frutto e conseguenza anche della devastante e cieca introduzione nella Chiesa Cattolica del PENTECOSTALISMO PROTESTANTE, nella forma, apparentemente, moderata e mitigata del cosiddetto “rinnovamento nello spirito”. L’infezione, una volta penetrata nel corpo della Chiesa, ha invaso tutti, o quasi tutti, gli organi e i tessuti.

SINGOLI ASPETTI SETTARI

Alcuni gruppi, movimenti o altre realtà cosiddette ecclesiali, se non sono delle vere e proprie sette, là dove – per esempio – hanno ricevuto un qualche riconoscimento ufficiale dalla Chiesa – possono però sempre avere SINGOLI ASPETTI SETTARI. Il sacerdote cattolicoMichael Roos (nato nel 1968), ha pubblicato nel 1998, un libro dal titolo “Flucht von der Teufelsinsel” (“La fuga dall’isola del diavolo”), dove tratta dei temi utili per il nostro approfondimento: “DIPENDENZA RELIGIOSA IN ALCUNI GRUPPI ”Una ragazza finora assennata, formata dalla fede cattolica capita nelle mani di una setta. Giovani precedentemente aperti divengono ostinati e finiscono nella clinica psichiatrica. Giovani donne vengono mandate in convento senza avere una vera vocazione. L’autore si chiede: Ci sono sétte nella chiesa cattolica? Cattolico – cioè universale – è l’oppostodi settario, MA NON SI POSSONO ESCLUDERE A PRIORI INFLUENZE SETTARIE ANCHE IN GRUPPI CATTOLICI. /…/ Nel mio libro “Fuga dall’isola del diavolo” volevo additare simili pericoli. “Per una famiglia cattolica non sono le sette Mun e Bagwhan il pericolo, ma visionari e profeti autoeletti che sotto il mantello di un’apparente pietà tirano nel loro cerchio persone che prima erano fortemente legate alla Chiesa cattolica.” /…/ Tre pericoli conducono essenzialmente nella dipendenza religiosa – e quindi ad aspetti settari anche in gruppi della chiesa cattolica -da cui spesso non vi è uscita: Soggettivismo, Obbedienza, Paura.

1) SOGGETTIVISMO: Molti cristiani non si trovano piú a loro agio nella propria parrocchia. Tante rivelazioni private attirano i fedeli in un mondo di apparente pietà. Sebbene questi gruppi spesso si autodefiniscono come conservatori, stanno in verità lontani dalla vera tradizione cattolica. In questi gruppi o alcuni aspetti della fede vengono esasperati oppure ci si costruisce solo intorno ad un aspetto o più aspetti.

2) OBBEDIENZA: Una caratteristica delle sétte è un’obbedienza incondizionata. Secondo la dottrina cattolica c’è invece solo un’obbedienza responsabile. Questi gruppi citano santi che hanno sempre obbedito al direttore spirituale invece di seguire la propria volontà. La propria volontà, credono infatti, non corrisponde quasi mai alla volontà di Dio. Il danno è quando accade che questa obbedienza diviene idolatrica, non è più un giusto mezzo, ma diviene il fine: bisogna obbedire per obbedire. E quando questa obbedienza diventa fanatica ed ottusa: qualsiasi cosa chiede il superiore bisogna obbedire altrimenti non si ha fede, altrimenti addirittura non si crederebbe in Dio! In questo modo il superiore viene identificato con Dio stesso, e la disobbedienza al superiore è disobbedienza a Dio. Anche se il superiore chiede cose che non può chiedere, bisogna obbedire lo stesso. Oppure bisogna obbedire anche nelle piccolezze senza significato. Questo è tipico delle sétte. Cosí può capitare qualche volta che il rapporto col confessore divenga una paurosa dipendenza. Giovani, che prima erano aperti, cadono in un’ostinazione intima, lasciano vecchie amicizie e rifiutano tutto quello che non corrisponda al cento per cento a quello che essi hanno accettato come verità. /…/In questo modo appena un prete abusa del suo potere, simili legami possono distruggere una vita. Ci può essere ad es. un confessore che manderebbe tutte le giovani che vengono da lui in convento. La voce di Dio ha parlato tramite il sacerdote. Solo che la penitente, disubbidiente, ricalcitra ancora. Infine essa si piega. Nonostante tutti i dubbi, si trattiene la giovane in convento assicurando che è il diavolo a tentarla dalla via giusta. Poi sorgono problemi psichici e la “vocata” viene subito abbandonata al suo destino. La maggior parte dei conventi oggi non tollerano simili abusi. La separazione dal mondo permette tuttavia il contatto con l’esterno.

3) PAURA: Si tratta della salvezza eterna. Se un confessore chiede al penitente sufficientemente spesso perché non sia andato ancora in convento e aggiunge che una simile decisione è determinante per tutta un’eternità, allora si esercita una pressione che risulta deleteria. In parole povere quando si dice ad una persona che se non entra in quel determinato convento, andrà all’inferno”. “Il sonno della ragione genera mostri”, diceva Goya e, aggiungiamo noi, anche dentro gli istituti religiosi, i gruppi e i nuovi movimenti religiosi! È evidente che il settarismo, il fanatismo, l’esaltazione e l’idolatria, generano e promuovono SUPERSTIZIONE, cioè uccidono la vera fede. I santoni, i falsi profeti, i falsi carismatici, ecc. si pongono come parassiti religiosi e imbroglioni.

A proposito di SETTE E SANTONI “CATTOLICI”, un altro artico pubblicato su La Stampa, Lunedì 10 dicembre 2007, a pag. 11 (a cura di Nicola Martella), è anch’esso molto utile a fare luce su questo fenomeno molto diffuso ma pochissimo denunciato. Il titolo è significativo: “I GURU NASCOSTI IN CHIESA”– Il boom di gruppi che si dicono fedeli al vescovo, ma obbediscono solo al fondatore. Nemmeno il Vaticano conosce il numero esatto di movimenti e comunità”. “I GURU NASCOSTI IN CHIESA (Filippo Di Giacomo – Giacomo Galeazzi). “Frequentate un movimento, una «comunità», oppure un «cammino spirituale» con il qualificativo «cattolico»? Allora, attenzione. Vi propongono pratiche liturgiche e devozionali ripetitive e superstiziose come esorcismi e «benedizioni di guarigione»? Vi chiedono obbedienza al «fondatore»? Vi invitano al digiuno e ad altre pratiche penitenziali? Vi sottopongono, anche grazie all’utilizzo della confessione, a un po’ di terrorismo psicologico, quel tanto che basta a farvi venire qualche senso di colpa? Vi inculcano strane teorie classiste e una buona dose di pregiudizi e maldicenze su coloro che non la pensano come il capo movimento? Vi chiedono piccoli sacrifici, soprattutto di ordine economico? Non ci sono dubbi: SIETE INCAPPATI IN UNA SETTA! Giovanni Pannunzio, coordinatore nazionale di Telefono Antiplagio: «Mi chiedo cosa ci sia di cattolico e di cristiano in tutto ciò. Praticamente queste congreghe vengono a demolire quello che i nostri padri ci hanno insegnato ed abbiamo imparato ad amare. I “Ricostruttori nella preghiera”, per esempio, potrebbero essere tranquillamente chiamati “distruttori”». Insieme alla “Comunità degli angeli custodi”, quella dei Ricostruttori, fondata a Torino dal gesuita Gian Vittorio Cappelletto (prete e religioso) e presente in tutta Italia con ambulatori ayurvedici, casali per training ed un clero «incardinato» di sacerdoti provenienti da decine di diocesi, è la «comunità cattolica» più sospetta d’Italia. Con degli addentellati giudiziari cha hanno portato uno dei suoi adepti don Pierangelo Bertagna, ad essere sospettato di trentotto casi di pedofilia ed arrestato mentre era pastoralmente impegnato a Farneta, in Valdichiana. Sui giornali dell’aprile 2006, all’epoca dei fatti, il commento agghiacciante del successore di don Bertagna a Farneta, don Lorenzo Spezia, anche lui «ricostruttore»: «un incidente». Ad aprile di quest’anno, anche il fondatore, padre Cappelletto, è finito sui giornali come presunto autore delle lettere anonime con le quali si indicava alla famiglia di Francesco e Salvatore Pappalardo, i due bambini scomparsi a Gravina, il luogo della sepoltura dei piccoli. Anna Maria Giannini, ordinario alla Sapienza e psicologa del telefono verde cattolico contro le pressioni psicologiche: «Sono i gruppi “borderline”, con intenti manipolatori verso persone suggestionabili. Alcuni gruppi non sono immuni neppure dal controllo sulla vita intima dei loro affiliati. Un controllo finalizzato a mantenere la coerenza della condotta del singolo al gruppo di appartenenza». Il boom dei movimenti ecclesiali è ormai sfuggito di mano all’autorità ecclesiastica che, in realtà, non riesce nemmeno a conoscerne il numero. Negli ultimi venti anni, ovunque sono spuntati gruppi fondati da personalità, spesso preti, che hanno forte presa sulle comunità locali, vescovo compreso. Nei loro statuti, affermano di fare riferimento alla dottrina cattolica ed alla guida del vescovo, in realtà dipendono dalla volontà del rispettivo fondatore (santone) e dirigente supremo. Dino Potenza, presidente di Tutor, la onlus di volontariato anti-plagio dell’associazione cattolica «Libera»: «La manipolazione mentale si spinge fin dentro la famiglia. Si innesca un meccanismo errato tra il leader del gruppo e l’adepto, tra il sacerdote ed il fedele». Fondamentale come mezzo di controllo è la confessione, travisata rispetto al suo significato di sacramento. Dalle segnalazioni ricevute, è stato accertato che la confessione può essere un modo per acquisire informazioni riservate poi usate come strumento di ricatto su persone che hanno commesso errori o hanno vissuto episodi particolari. Il terreno di coltura di questa incontrollata fioritura sono soprattutto i gruppi di preghiera devozionali, il movimento pentecostale, lo spiritualismo settario, forme di neognosticismo, movimenti intimisti e «new age» creati da sacerdoti-santoni e guaritori. Sono infatti realtà, basate sul concetto di «guarigione psicologiche» che nascono e proliferano selvaggiamente ai margini di ogni discernimento della Chiesa. Questa è la realtà: il Pontificio Consiglio dei Laici tenta di vigilare su questo sterminato arcipelago, soprattutto per impedire la manipolazione delle coscienze ricorrendo all’alibi di garantire la guarigione spirituale con metodi psicologizzanti. Ma molte associazioni, come ha dimostrato il recente caso della Comunità Incontro di don Gelmini, aggirano agevolmente ogni pericolo di controllo evitando di richiedere il riconoscimento canonico e appoggiandosi solo sul riconoscimento civile. Altre eludono ogni sguardo inquisitorio limitando la propria azione nella località dove sono sorte. Ma anche in questo caso, durante la visita ad limina, i vescovi ammettono di non sapere quasi nulla delle associazioni e dei gruppi sorti nel loro territorio. Se l’autorità ecclesiastica è costretta ad alzare le mani, cosa può fare quella civile? Giovanni Pannunzio: «Il legislatore, dopo l’abolizione del reato di plagio, 26 anni fa, si è totalmente disinteressato al problema, e l’Italia è diventata una jungla, una riserva di caccia dei santoni. Forse la questione tornerà alla ribalta quando a subire il danno sarà il parente di qualche parlamentare o ministro». O forse quando, grazie alla Guardia di Finanza, si dimostrerà che nel nostro Paese, non tutto quello che viene chiesto in nome della Chiesa rientra negli interessi della Chiesa. Il boom dei movimenti, avverte il sociologo Sabino Acquaviva, è tanto una grande risorsa quanto un pericolo mortale: «Sono un segno epocale di vitalità della Chiesa, che però rischia di essere travolta dalle dinamiche centrifughe e dalla crescita incontrollata dei santoni cattolici». E intanto i «Ricostruttori nella preghiera» aprono 50 sedi in Italia con la sola approvazione del vescovo di La Spezia. {Filippo Di Giacomo -Giacomo Galeazzi, «I guru nascosti in chiesa», La Stampa(10-12-2007)}

CI SONO DELLE SETTE NELLA CHIESA? Alcune realtà che dicono di essere in comunione con la Chiesa, pur non essendo sette nel senso classico (altrimenti sarebbero contro la Chiesa e fuori della Chiesa), presentano chiari singoli aspetti settari, presentano cioè settarismi settoriali e, a volte, non in un solo aspetto della loro vita. Possiamo affermare che c’è sempre una componente settaria:

1) quando gruppi, movimenti, istituti o nuove comunità, sono marcatamente elitari (credono di essere gli “unici”, i “soli”, gli esclusivi possessori della grazia, della verità, della corretta dottrina, ecc.; credono che solo da loro si trovi l’unico vero cristianesimo; credono che solo loro si salvano e che se escono da quel gruppo, quell’istituto, quel movimento o quella nuova comunità, vanno all’inferno, cioè quando c’è un fariseismo accentuato, prevalente e fondamentalista che genera forme patologiche di religiosità, ecc.);

2) quando c’è uno stile di vita, talmente alternativo da costituire un estremo lontano dalla realtà, un rifiuto esasperato e una netta separazione dalla realtà, supportato da esagerazioni malsane.

3) Quando il leader, il fondatore, i catechisti, o i superiori sono fraudolentemente “divinizzati” e/o idolatrati, e confusi con “dio” stesso, per cui ciò che dicono o fanno è detto o fatto da “dio” stesso e convincono ad una obbedienza che è uguale a quella dei regimi totalitari, un’obbedienza infantile, fanatica, esasperata e totalizzante; un’obbedienza esasperata in cui non c’è più differenza tra obbedienza esteriore e coscienza personale. Bisogna obbedire sempre, comunque e istantaneamente, qualsiasi cosa venga chiesta.

4) Quando si opera la soppressione della coscienza e della legittima libertà dei membri, ridotti a marionette o quasi ad automi, come avviene in tutte le sétte;

5) quando il gruppo, l’istituto, il movimento o le nuove comunità esercitato un controllo assoluto o quasi assoluto sui loro membri, in ogni settore della loro vita, giustificando questa asfissiante atmosfera con la necessità di un presunto cammino forte e vigoroso. Alla persona viene imposto per obbedienza, dove andare, quando andare, quando tornare, in quanto tempo deve agire, cosa dire, con chi parlare, con chi cessare i rapporti, cosa leggere, quando leggere: insomma viene determinato in modo capillare ogni momento della giornata e della vita e, se non obbedisce, viene convinta che commetterebbe peccato.

DERIVE E INFLUENZE SETTARIE NELLA CHIESA

In Francia, dalla Conferenza episcopale francese, è stato costituito ed è operativo l’UFFICIO DELLE DERIVE SETTARIE (CEF), ed è attiva la pastorale delle nuove credenze e derive settarie. La coordinatrice e responsabile di questo ufficio delle derive settarie è Sr Chantal-Marie SORLIN, la quale nel marzo 2014, tiene una efficace e semplice relazione, abbastanza completa e circostanziata che è una buona griglia di discernimento per fare verifiche anche in ogni realtà ecclesiale ed identificare derive settarie eventualmente anche all’interno di istituzioni ecclesiali. La relazione riguarda solo le derive settarie all’interno di realtà già ecclesiali. Ecco alcuni dei punti indicati che qualificano una deriva settaria anche intra-ecclesiale:

1) IL CULTO DEL FONDATORE

2) NIENTE SALVEZZA FUORI DAL GRUPPO

3) LA ROTTURA CON IL MONDO ESTERNO

4) CONTROLLO SULLA SCELTA DI CONFESSORI E DIRETTORI SPIRITUALI

5) CONDIZIONI DI VITA DISUMANE CON PERICOLOSE CONSEGUENZE PER LA SALUTE FISICA, PSICHICA E SPIRITUALE

6) LA MANIPOLAZIONE

7) IL MODO DI RECLUTAMENO VOCAZIONALE

8) DEI VOTI PARTICOLARI

9) IL SEGRETO IMPOSTO COME REGOLA ASSOLUTA

10) BUGIE, INGANNI E DISSIMULAZIONI

11) L’AUTORITARISMO DEL RESPONSABILE E LA SOTTOMISSIONE DEI MEMBRI

Link del documento completo  http://pncds72.free.fr/2104_formation_1415/2014_140924_eglise_emprises_sectaires/2104_140924chiesa_influenze_settarie.pdf

Nello stesso documento – nella seconda parte – è affrontato il tema: COME INDIVIDUARE E TRATTARE LE DERIVE SETTARIE:

1) IL CARISMA TRASMESSO DAI FONDATORI È DAVVERO OGGETTO DI DISCERNIMENTO?

2) C’È PRESENZA DI UN CULTO IDOLATRA DEL FONDATORE?

3) LE OPERAZIONI COSIDDETTE DI “RIFONDAZIONE” SONO CONDOTTE IN MODO SERIO?

4) LE VITTIME SONO PRESE IN CONSIDERAZIONE?

5) BISOGNA CONSULTARE GLI EX MEMBRI E LE VITTIME.

6) SI PUÒ PARLARE DI PREVENZIONE FINTANTO CHE RESTEREMO NELL’IGNORANZA?

DERIVE SETTARIE NELLA CHIESA CATTOLICA, n. 3 La rivista “Abusi e Vessazioni”(anno 3-n°1|aprile 2014) ha pubblicato una relazione tenuta a Trieste nel 2013 al Congresso Internazionale ICSA (International Cultic Studies Association), La rivista “ABUSI E VESSAZIONI”(anno 3 – n. 1 aprile2014) ha pubblicato la relazione“LE DERIVE SETTARIE NELLACHIESA CATTOLICA”, tenuta al CONGRESSO ICSA (International Cultic Studies Association), un Congresso Internazionale, tenutosi a Trieste nel 2013. Le proposte espresse riportano il contributo di un canonista. “Un avvocato di diritto canonico basa il suo scritto (http://catholicexchange.com/sifting‐the‐wheat‐from‐the‐tares‐20‐signs‐of‐trouble‐in‐a‐new‐religious‐grou) sui quindici criteri delineati da Padre Francis G. Morrisey, professore di Diritto Canonico presso la Saint Paul University, Ottawa in Canada e precedentemente consulente della Sacra Congregazione per i Religiosi e gli Istituti secolari. Questi quindici criteri servono per la valutazione di nuove e vecchie realtà ecclesiali. Il Canonista fa riferimento ai seguenti: 1) “Totale” obbedienza al papa; 2) Mancanza del senso di appartenenza alla chiesa locale; 3) Mancanza di vera cooperazione con le autorità diocesane; 4) Uso delle bugie e menzogne per ottenere l’approvazione; 5) Insistenza immediata di mettere tutti i beni in comune; 6) Dichiarare delle rivelazioni o messaggi speciali con i quali si richiede la fondazione del nuovo gruppo; 7) Uno status speciale del fondatore, o fondatrice; 8) Eccessive e severe penitenze; 9) Molteplici forme devozionali senza un’unità dottrinale tra queste; 10) Promozione di elementi di “frangia” nella vita della Chiesa; 11) Voti speciali; 12) Assoluta segretezza imposta ai membri; 13) Controllo sulla scelta dei confessori e dei direttori spirituali; 14) Forte discontento con l’istituto precedente cui la persona aveva aderito; 15) Qualunque forma di cattiva condotta sessuale.

Anche un’associazione cattolica può assumere una DERIVA SETTARIA quando si fonda su rivelazioni o messaggi personali del FONDATORE e richiede un’eccessiva devozione al LEADER CARISMATICO che viene dispensato dal rispettare quanto pretende invece dai suoi seguaci, o se richiede ECCESSIVA OBBEDIENZA e forme di devozione aggiuntive, o ancora se assolutizza certe rilevazioni di frangia, o piega la volontà di un adepto attraverso la RICHIESTA DI MANTENERE SEGRETI, l’induzione di SENSI DI COLPA, IL CONTROLLO della sua vita economica e di quello che fa. Con Papa Benedetto XVI c’è stata la condanna di Marcial Maciel Degollado – fondatore dei Legionari di Cristo – ed è stato portato alla luce LO STATO DI TOTALITARISMO CHE AVEVA IMPOSTO SULLA SUA COMUNITÀ e gli abusi sessuali compiuti sui giovani a lui sottoposti che con devota e cieca obbedienza lo seguivano. Il grande scandalo dei Legionari sollecita molte domande ma principalmente COME È STATO POSSIBILE CHE IL FONDATORE E LA SUA GERARCHIA ABBIANO INGANNATO COSÌ TANTE PERSONE E COME LA CHIESA CATTOLICA ABBIA POTUTO FAR CRESCERE ALL’INTERNO DELLA SUA STRUTTURA UN ORDINE RELIGIOSO CHE AVEVA TUTTE LE CARATTERISTICHE ASSIMILABILI AD UN GRUPPO SETTARIO?”.

link : http://www.abusievessazioni.it/wp-content/uploads/2012/05/le_derive_settarie_editoriale1.pdf

REALTÀ GIÀ RICONOSCIUTE

Ricordiamo che anche nel caso di realtà già riconosciute dalla Chiesa, su molti o solo alcuni particolari e specifici aspetti che presentano settarismo e/o sviluppi malsani, in qualsiasi ambito si manifestano, l’autorità ecclesiastica è chiamata a vigilare ed intervenire. Si pensi a tutti i casi di commissariamento posti in atto, alcuni ancora incorso. È già accaduto nei casi dei Legionari di Cristo (che hanno ricevuto prima due visite apostoliche e poi è stato nominato, dalla Santa Sede, un commissario nella persona del CardinaleVelasio De Paolis), dei Ricostruttori della preghiera (espulsi dal vescovo di Arezzo dalla diocesi), della Comunità degli angeli custodi, della Comunità Missionaria di Villaregia (dove il fondatore e la co-fondatrice sono stati rimossi ed è stato nominato un commissario pontificio). Ricordiamo che la Congregazione per la dottrina della fede è intervenuta per correggere alcune deviazioni del gruppo “Opus Angelorum”, pur già riconosciuto dalla Chiesa, in una prima inchiesta e poi con un documento vaticano (cfr. Osservatore Romano, 5/11/2010). Già nel 1992 con un decreto approvato da Giovanni Paolo II, la Congregazione era intervenuta per correggere alcuni aspetti, nominando un delegato della Santa Sede per verificarne l’esecuzione. Oggi sappiamo – ad esempio – con certezza che nel 2012 è stato nominato un visitatore apostolico che ha avuto l’incarico dalla Santa Sede di fare verifiche precise dentro l’Istituto dei francescani dell’Immacolata, fondato da p. Stefano Manelli, e che la pratica deve giungere alla sua conclusione.

ASPETTI SETTARI

Tornando al nostro discorso iniziale possiamo affermare che ci sono delle STORTURE CHE OVUNQUE SONO PRESENTI, IN QUALSIASI REALTÀ, E COMUNQUE SI MANIFESTINO, indicano con certezza che CI SI TROVA DINANZI A SETTARISMI. I punti di verifica su questo punti sono almeno i seguenti: A) lavaggio del cervello, B) isolamento e separazione dal mondo, C) alienamento dai familiari, D) dipendenza morbosa e ossessiva da figure carismatiche, E) istituzione di proprie strutture intra-ecclesiastiche alternative, F) violazione dei diritti umani, G) problema degli ex -membri.

A) Il “Lavaggio del cervello” non riguarda – evidentemente – la vera conversione, non riguarda la “metanoia” evangelica e la trasformazione di tutta la persona in Cristo e il vivere sempre per Cristo e con Cristo. Il “lavaggio del cervello” riguarda l’asservimento fanatico ad un Istituto, ad un gruppo, ad un movimento, o ad una nuova comunità, realizzato attraverso un fondamentalismo e un fariseismo che idolatrano il gruppo, il movimento, l’istituto, la nuova comunità e/o il suo fondatore.

B) L’isolamento e la separazione dal mondo non riguarda, ovviamente, la doverosa separazione di ogni vero cristiano, dal peccato, da ciò che contrasta o si oppone alla fede, da ciò che è idolatria, corruzione della dottrina e dei costumi, da ciò che è concupiscenza degli occhi, della carne, ecc. Tutto questo è normale e doveroso per ogni vero cristiano. L’isolamento e la separazione riguarda l’abuso e il sopruso di un istituto, un gruppo, un movimento o una nuova comunità, quando opera segregando e sequestrando completamente le persone, inserendole in un meccanismo perverso di isolamento e di gretta separazione, quasi fine a se stessa, requisendo le persone per trasformarle solo in rotelle o ingranaggi che devono servire per glorificare il gruppo, l’istituto, il movimento o la nuova comunità che da mezzo, diviene così fine al servizio di questo nuovo vitello d’oro spirituale (ricordiamo che già S. Giovanni della Croce e altri autori denunciano, accanto ai noti idoli materiali, i più mortali e dannosi idoli spirituali!

C) Per “alienamento dai familiari”, non si intende il giusto distaccarsi dalla propria famiglia, da parte di chi ha compiuto una scelta religiosa (farsi prete o suora) per poter vivere bene la propria vocazione: questa è sempre stata, nella storia della Chiesa, la caratteristica di ogni vera vocazione. Per “alienamento dai familiari” si intende quando un gruppo, un movimento o una nuova comunità, un istituto, agisce in modo da creare una frattura o una rottura esasperata e non giustificata tra il proprio iscritto e la propria famiglia o con chi ne è stata la guida spirituale, perché ritiene che tutti siano “pericolosi”, tutti sono sbagliati, tutti disturbano e/o intaccano la scelta di consacrazione fatta, sempre turbando o sempre interagendo solo negativamente, col carisma del gruppo, istituto, movimento o nuova comunità, mentre solo i leaders, i responsabili, i superiori del gruppo o il “santone” carismatico del gruppo, sarebbero gli unici depositari di un’azione solo positiva, introducendo e supportando così un controllo assoluto e nevrotico sui loro iscritti. In pratica quando il gruppo, il movimento o le nuove comunità, l’istituto, costituiscono volutamente una “muraglia cinese”, una sorta di scafandro isolante, intorno a sé, per isolare i propri adepti da ogni influenza esterna, realizzando una rottura voluta e artificiale anche con i genitori e i familiari che pure si impegnano i un buon cammino di fede e di una vita di fede cristiana, una rottura sconcertante anche con altri sacerdoti validi, o che sono stati le precedenti guide spirituali dei loro membri. Un esclusivismo, insomma, veramente ingiustificato e senza precedenti. Un atteggiamento mentale farisaico, farneticante e deviante; una scelta settaria di paura, di scarsa o assente forza della propria identità, di protezione da una vulnerabilità quasi nevrotica. Come conseguenza di questa scelta settaria, si apre, si legge e si controlla la posta, si ascoltano, non visti, le telefonate; si mettono impedimenti di ogni tipo e anche regole ossessive per impedire in ogni modo un qualche contatto, anche legittimo, con genitori, parenti, guide spirituali, o altre figure. Si screditano e si calunniano gli appartenenti ad altri gruppi, istituti, movimenti, o sacerdoti e religiosi che non condividono pienamente il modo di fare del gruppo; si impongono ai propri adepti obbedienze nevrotiche: “a quest’ora devi essere qui, entro quattro ore, andrai lì e poi, immediatamente farai ritorno, al gruppo”, ecc.

D) Per “dipendenza morbosa ed ossessiva da figure carismatiche”, non si intende il giusto e sano seguire santi sacerdoti, santi uomini o santi religiosi che, effettivamente, senza generare schiavitù psichiche o spirituali, conducono, con purezza e onesta, a Cristo e ad una vera conversione. Queste figure ci sono sempre state nella Storia della Chiesa e anzi bisogna pregare che Dio ne mandi sempre numerose! Per “dipendenza morbosa ed ossessiva da figure carismatiche” si intendono due cose: 1) L’una riguarda una cautela che devono avere sempre i veri discepoli di Cristo: anche quando si tratta di veri santi e di veri carismatici (come P. Pio): bisogna cioè sempre vigilare che le persone non si attacchino umanamente morbosamente (anche a veri santi) e non finiscano in un meccanismo di dipendenza, contrario ad ogni vero progetto-santità. S. Giovanni Bosco ha aiutato e guidato, veramente, S. Domenico Savio a diventare santo, senza farne una sua appendice o una sua fotocopia, anche umana. P. Pio una volta rimproverò le persone che venivano da lui perché per “andare dal garzone (lui stesso) trascuravano di andare dal padrone, Gesù”! 2) L’altra forma è invece squisitamente negativa: riguarda l’azione di “santoni”, “santone”, falsi carismatici, pseudo-guaritori o psesudo-veggenti, insomma individui che utilizzano il clima pentecostale-carismatico (vero, torbido o presunto) per indurre idolatria o sui carismi stessi, oppure sulle persone che si presume possiedano questi carismi. È la forma più insidiosa e più pericola di inganno e/o di imbroglio, ed è quella che possiede la più alta carica di plagio, di fanatismo, di fariseismo, di riduzione in schiavitù delle persone, che possono essere private della loro legittima personalità e della giusta libertà, ridotte in una ossessiva e vuota incensazione del “santone” o della “santona”. C’è UN MORTALE E SUPERSTIZIOSO CULTO DELLA PERSONALITÀ INTORNO AL SANTONE e nel gruppo, nel movimento o nell’istituto si segue la persona del santone non il carisma del gruppo, movimento o istituto, perché il gruppo coincide e si identifica con la persona del santone. Non è neanche detto che questi personaggi ingannino, solo per ricavare soldi o indebiti regali (esempio Mamma Ebe, ecc.) ma, come dimostra un breve articolo pubblicato su Fede e Cultura (Dicembre 2009, pp. 21-22 e reperibile sul sito internet www.fedeecultura.it), dal titolo “Falsi carismatici”, nella storia della Chiesa sono esistiti casi di falsi spirituali, falsi santoni, falsi guaritori, falsi carismatici, appunto, i quali non chiedevano o, volevano soldi o truffaldini privilegi umani, ma VIVEVANO NELL’INGANNO DI FALSE SPIRITUALITÀ E INGANNAVANO ALTRI, conducendoli a pascoli avvelenati, cioè al pericolo di perdere veramente la propria anima. Durante la diffusione del giansenismo, fu inviata una visitazione apostolica alle Suore del convento cistercense femminile (giansenista) di Port-Royal, dove era diventata suora, (dal 1650) la sorella di Blaise Pascal (1623-1662) filosofo, teologo, e matematico francese che aderì e difese il giansenismo, spiritualità eretica fondata dal vescovo Giansenio. Ebbene quelle suore vennero definite: “Pure come angeli, ma superbe come demoni”. La storia si ripete, non c’è nulla di nuovo sotto il sole. Ricordiamo che il Fondatore di un istituto, movimento, nuove comunità, (qualsiasi sia!) non è affatto sempre infallibile né impeccabile, solo perché fondatore!! Ci sono stati, nella storia della chiesa, fondatori santi che sono stati grandi modelli evangelici, ma ci sono stati anche fondatori che hanno deviato e che si sono comportati da depravati. È fanatismo pensare e diffondere l’idea che siccome un personaggio è fondatore di istituto, gruppo, movimento o nuove comunità, sarebbe – solo per questo -invulnerabile da errori e invulnerabile da ogni deviazione. È una clamorosa menzogna, una gigantesca ingenuità e una spudorato inganno.

ISTITUZIONE DI PROPRIE STRUTTURE INTRA-ECCLESIASTICHE.

Spesso si solleva il rimprovero che certi gruppi formano una «chiesa nella Chiesa». Il documento della CEI sui gruppi, movimenti e associazioni -indica i criteri per evitare questo fondamentalismo. Un gruppo, un movimento, una nuova comunità, un istituto, non solo da solo, ma anche tutti insieme, non sono mai “la Chiesa”, che è sempre una realtà più grande non solo dei singoli ma anche di tutti i gruppi messi insieme. Nessuno è autorizzato a dire o insegnare, palesemente o sottovoce che la Chiesa è solo nel proprio gruppo, o istituto, o movimento o nuove comunità. Nessuno è autorizzato a dire o insegnare, in modo palese od occulto che ci si salva solo nel proprio gruppo, istituto, movimento o nuova comunità. Nessuno è autorizzato a dire o insegnare, apertamente o di nascosto, che la vera fede o la vera dottrina cattolica, si trova solo nel proprio gruppo, istituto, movimento o nuova comunità. Chi lo fa non solo è eretico, perché crea anche una chiesa parallela, un magistero parallelo, pastori paralleli, ecc. ma è anche ridicolo, assolutamente ignorante e privo di vera fede. Chiaramente indicativa di una struttura e di un pensiero settario è considerare “morti” e da evitare in tutti i modi coloro che sono usciti dall’istituto, dal gruppo, dal movimento e dalle nuove comunità. Spargere su di loro solo giudizi negativi del tipo: “sono solo falliti o malati di mente, o solo irresponsabili”, ecc., mentre solo la comunità è l’istituto sarebbe fatto di perfetti e di gente che non sbaglia mai!!! Insomma chi esce dal gruppo, dal movimento, dalle nuove comunità o dall’istituto avrebbe sempre torto a priori. Ancora più grave quando intorno alla persona uscita si fa “terreno bruciato”, le si dà la “morte esistenziale”: c’è un isolamento ed un’esclusione totale di quella persona da ogni contatto con i membri del gruppo, del movimento o dell’ istituto. È vietato ogni tipo di contatto con quella persona uscita dal gruppo, movimento o istituto; nessuno la cerca più, non si parla con lei, la si esclude definitivamente. Si sparge la voce che era malata, aveva disturbi psichici, oppure che ha commesso un ciclopico errore irreparabile. Proprio come si fa nelle sétte, lo stesso stile! Squalificare tutti gli altri, parlare sempre male di chi non fa parte dell’istituto, del gruppo, movimento, o non lo condivide; dare la morte psicologica a chi non fa più parte dei nostri, indicarlo come un pericolo pubblico numero “uno”, e imporre a tutti di considerarlo come un lebbroso, è indice di grande grettezza e di fanatico settarismo.

Per VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI, non si intende, certamente, per chi sceglie la vita religiosa o sacerdotale, la normale e sana rinuncia alla propria volontà e alla propria parziale libertà, per vivere i tre voti di povertà, castità e obbedienza, o gli altri impegni assunti liberamente. Certamente la decisione per una tale forma di vita, se assunta volontariamente, non contraddice i diritti umani, ma è la risposta ad una chiamata particolare di Cristo. Ben altra cosa sono invece gli abusi, DENTRO QUESTA SCELTA VOLONTARIA, CHE RIGUARDANO L’IMPOSIZIONE DI OBBEDIENZE E, A VOLTE, ANCHE DI PENITENZE, CHE SFOCIANO IN UNA SORTA DI VIOLENZA ILLEGITTIMA E DI UN SOPRUSO ARBITRARIO. Ad esempio: 1) imporre ad una persona il cui medico ha accertato l’intolleranza ad un alimento, di mangiarlo lo stesso per obbedienza, non è solo sciocco, ma anche una forma di inutile crudeltà; 2) i superiori hanno certamente il diritto di licenziare qualcuno, se si verificano certi fatti gravi, ma quando questo licenziamento, o altre forme di esclusione o di sanzione, non sono motivati da fatti gravi e incontrovertibili, ma sono solo frutto dell’arbitrio del superiore, oppure per eliminare chi ha scoperto gli imbrogli del superiore, ci troviamo di fronte ad un abuso e una violazione gravissima; 3) il terrorismo spirituale e psicologico (“se non entri nel nostro gruppo, istituto, o movimento vai all’inferno”, oppure “se esci dal nostro gruppo, istituto, o movimento vai all’inferno”) non solo è una pratica aberrante e disgustosa ma è indegna di un essere umano, e opera una grave violenza e un gravissimo abuso. 4) Le persone hanno il DIRITTO DI ESSERE CURATE: quando non si fanno gli esami necessari o non si usano le giuste medicine, affermando alla maniera pentecostale che Gesù lo guarirà comunque e necessariamente, si entra in un fondamentalismo che è fuori dalla Chiesa Cattolica. Oppure quando, si afferma che non bisogna prendere medicine, ma si deve fare tutto solo con la preghiera di guarigione, si esce dallo stesso insegnamento biblico. 5) ALTRE NOTE NEGATIVE Non c’è dubbio che i santoni e le santone strumentalizzano le cose buone della Chiesa. Essi usano in modo cattivo e superstizioso le cose buone della Chiesa. Le piegano ad una nuova e falsa fede, una nuova e falsa religione, in cui al centro non c’è il vero Dio, il vero Gesù, ma c’è il santone o la santona. Stiamo parlando dei santoni nella chiesa cattolica: essi mandano pure a Messa, fanno pregare, fanno anche benedizioni, a volte ungono con olii ritenuti santi e miracolosi, fanno (abusivamente) esorcismi, possono anche usare il crocifisso come una clava per terrorizzare gli adepti, a volte criticano la Chiesa per non essersi mantenuta nella dottrina di sempre, fanno i guaritori e i profeti-veggenti, possono anche fare riferimento a questo o quel santo, alle apparizioni mariane, parlano di Gesù e del Vangelo. Non dimentichiamo che la famigerata Mamma Ebe (Giorgini), guaritrice, impresaria di vocazioni (si diceva capace di fare esplodere vocazioni a catena e sacrifici mistici totalizzanti), appaltatrice di ospizi, sedicente stigmatizzata, operatrice di presunti miracoli, fondatrice di “proprie suore”, è stata giudicata dal Tribunale di Vercelli per associazione e delinquere, sequestro continuato di persona, truffa aggravata, violenza privata, esercizio abusivo della professione medica, abbandono di malati. In tribunale, dalla gabbia, i suoi “dodici apostoli”, i suoi dodici compagni di catecumenismo e di industrializzazione degli smarrimenti religiosi la seguivano tesi, le facce tirate, pallidi. Gran parte dei profitti ammassati dalla congregazione “Pia Opera Gesù Misericordioso” finiva a Roma, in conti correnti intestati a don Giovanni Moneta, il direttore spirituale della congregazione che solo a partire dal 1982 è entrata nel mirino delle autorità ecclesiastiche, prima troppo caute nel valutare, nel prendere le distanze, nel condannare. La SANTONA-FONDATRICE imponeva alle sue adepte e ai suoi seminaristi i voti (obbedienza, povertà, castità), ma si guardava bene, lei stessa, dal metterli in pratica. OBBEDIENZA: non ha mai obbedito alle ingiunzioni (ma tardive) dell’ autorità ecclesiastica. POVERTÀ: la “forza lavoro”, che faticava negli ospizi (gli operai), non riceveva neppure una fettina degli stipendi pagati dagli enti assistenziali: tutto finiva nelle tasche dello stato maggiore e permetteva yacht, carrettate di gioielli, appartamenti, conti in banca”. L’industria di misticismo potrebbe essere stata un canale di finanziamento per foraggiare interessi particolari. CASTITÀ. Erano terribili le punizioni per chi sgarrava, ma, sposata due volte, la”mamma”, il giorno dell’arresto, aveva accanto a sè un baldo segretario che si rivestiva sullo sfondo di un letto matrimoniale sfatto. La santona ha negato di avere mai pubblicizzato le sue stimmate: “Le ho sempre considerate una malattia, una croce che mi sono portata dietro” (Articolo firmato da Guido Vergani). “Ha suscitato scandalo un altro caso recente, del giugno 2012, della Comunità Missionaria di Villaregia a Rovigo (14 case di cui 7 all’estero). Il fondatore, padre Luigi Prandin di 73 anni, è stato rimosso dall’incarico dal Vaticano perché accusato di gravi atti immorali nei confronti di alcune missionarie. La decisione ha coinvolto anche la co-fondatrice Maria Luigia Corona, 61 anni, a sua volta espulsa. Già è stato nominato un commissario pontificio. Alcuni lettori ci avevano segnalato liturgie piene di abusi” (Pubblicato su BASTABUGIE n.258-Fonte Redazione di BastaBugie, 18/07/2012). “Altro grosso scandalo è stato quello del movimento religioso “I ricostruttori della preghiera” fondato dal padre gesuita Gian Vittorio Cappelletto. Con oltre cinquanta comunità all’attivo in tutta Italia, il gruppo mira alla riscoperta degli antichi metodi di preghiera della tradizione cristiana, con inquietanti somiglianze con Ananda Marga, il gruppo di origine indiana. «Il padre (santone) era considerato il tramite dello Spirito Santo, quindi depositario della verità -ricorda una donna, autrice di una memoria scritta sulla sua esperienza nel gruppo – tutto secondo lui dipendeva dalla divina provvidenza, anche le malattie che non si dovevano curare perché la sofferenza rende eletti». Sono molti i casi di persone malate che, convinte dallo stesso padre Cappelletto o da altri Ricostruttori, sono state accompagnate in Brasile, dove dal 2003 sono presenti centri del gruppo religioso, per sottoporsi alle cure di un guaritore. Tornati in Italia, poco dopo sono morti. Don Pierangelo Bertagna, ex parroco pedofilo di Farneta – ora sospeso a divinis – è reo confesso di abusi sessuali su quaranta bambini. L’ex parroco di Farneta apparteneva al gruppo cattolico dei Ricostruttori nella preghiera. Quello che riguarda l’ormai ex gesuita è il più grande scandalo di pedofilia che abbia di recente colpito la Chiesa italiana. In seguito al quale, Gualtiero Bassetti, vescovo di Arezzo, nel luglio del 2006 ha espulso da tutta la propria diocesi la comunità dei Ricostruttori. Sono in molti, infatti, a chiedersi quale possa essere il legame tra la religione e i corsi di training di una settimana che alcuni Ricostruttori tengono annualmente” (cfr. http://www.avvenimentionline.it/content/view/1809/485). Persino Sai Baba – il falso “cristo” induista – parlava bene di tutti, di Gesù in particolare, ma il “dio” era lui. Aiutava anche con cospicue donazioni gli ospedali dei villaggi indiani, apparentemente faceva del bene perché il diavolo è furbissimo, ma il “dio” si riteneva lui, gli altri sarebbero solo profeti e inferiori. Ritornando al nostro discorso sui settarismi dentro la Chiesa, ripetiamo che – dove si realizzano – essi, tutti, usano in modo distorto le ricchezze della Chiesa Cattolica (che solo a Lei appartengono). USANO MALE – a proprio tornaconto – LE COSE BUONE DELLA CHIESA. Gli adepti pensano addirittura che senza il santone essi non avrebbero ricevuto né la dottrina, né la strada di salvezza, né la formazione, né lo stile di vita religioso, tutte cose che invece appartengono e sono trasmesse a tutti solo alla Chiesa Cattolica e di cui il santone o la santona si impadronisce abusivamente. Già S. Agostino, per un caso assolutamente diverso dal nostro, insegnava: “In molti punti, gli eretici sono con me, in qualche altro no; ma a causa di questi pochi punti in cui si separano da me, non serve loro a nulla di essere con me in tutto il resto” (S. Agostino, In Psal. 54, n. 19; PL 36, 641). Lo stesso San Tommaso ci insegna che nelle false dottrine anche se ci fosse un’unica menzogna quella renderebbe l’intera dottrina eretica, perché quelle verità sarebbero a servizio dell’unica menzogna che alla fine conduce alla rovina. Adriano Chiarelli nell’articolo “La trappola delle sette. INTERVISTA” – (terza puntata) – 15LUG 2012 – scrive: “I gruppi-setta hanno la capacità di non farsi percepire mai come tali. Difficile, se non impossibile, capire di essere stati plagiati. All’inizio si presentano come un guscio rassicurante e protettivo; i “fratelli” rappresentano la nuova famiglia, l’unico punto di riferimento, il mondo intero. Difficile quindi distinguere tra realtà ed illusione. Difficile, se non impossibile, capire di essere stati plagiati.

DANNI PRODOTTI DAI SANTONI

A differenza dei veri santi, i “santoni” e le “santone” sempre producono:

1) UN GIGANTESCO ED EFFICACE MECCANISMO DI FANATISMO E DI ESALTAZIONE DELLA FIGURA DEL SANTONE O DELLA SANTONA (IDOLATRIA-CULTO DELLA PERSONALITÀ)

2) SEMPRE È IMPOSTA UNA PESANTE CAPPA DI SEGRETO PROFONDO E RIGIDO che volontariamente circonda la vita e lo stile della setta del santone: “questo non si deve dire”, “quell’altro bisogna tacerlo”; “queste altre cose vanno occultate a quelli di fuori”. Insomma un pianeta separato, un mondo recluso, un bunker esistenziale, dentro al quale sono nascoste tutte le cose negative che l’arbitrio del santone vuole costruire. La “muraglia cinese” delle negatività occultate è preclusa a tutti o quasi tutti gli “estranei”, compresi genitori e le eventuali ex guide spirituali degli adepti (anzi soprattutto a loro). In realtà chiunque entra nel bunker del santone è obbligato, in coscienza, a tacere e nascondere “a tutti quelli di fuori” il sommerso e l’esasperato professato dal clan.

3) SEMPRE È IMPOSTO E SI VIVE UN VELENOSO FARISEISMO: Solo chi sta nel gruppo del santone si salva, gli altri vanno tutti o quasi tutti all’inferno! Solo con loro, solo nel loro gruppo, c’è la vera religione, se non ne fai parte non hai la vera fede! Viene rinnegata ogni altra esperienza. Chi esce dal gruppo o si allontana dal santone va all’inferno. Chi non vi entra nel gruppo, quando il santone lo indica, pure va all’inferno. “Venite da noi. Solo da noi c’è salvezza. Solo quella nostra è la vera Chiesa”. Non capiscono che nessuno si salva solo per quel gruppo, quel movimento o quell’Istituto! Non capiscono che non è il gruppo o l’appartenenza al gruppo, di per sé, che può garantire la salvezza, ma solo una vera, profonda e totale conversione personale all’unica fede cattolica. Questo assurdo “elitismo” è comune anche ad gruppi o movimenti nella Chiesa, al punto che un documento ufficiale ha dovuto ristabilire il buon senso e ricordare che “il mistero della Chiesa –infatti –è qualcosa di più ben più grande dei singoli cristiani e di ogni aggregazione. Esso è talmente ricco da esprimersi in forme molteplici e diverse senza che alcuna di queste e neppure tutte insieme, possano esaurirlo. È assolutamente da evitare l’errore di chi “assolutizza la propria esperienza, favorendo in tal modo, da una parte una lettura in chiave riduttiva del messaggio cristiano e, dall’altra, il rifiuto di un sano pluralismo di forme associative” (cfr. Nota pastorale della Commissione episcopale per il laicato, “Le aggregazioni laicali nella Chiesa, n. 13). Quindi nessuno deve “ritenersi come unica interpretazione o realizzazione autentica della Chiesa” (idem, n.34). Questo fariseismo e questo elitismo è proprio, in altro campo, anche nel mondo politico dove si trovano partiti o uomini di partito che credono di essere gli unici giusti, gli unici onesti, gli unici puliti, gli unici salvatori della patria mentre gli “altri” sono disonesti, sporchi, imbroglioni, criminali, per cui con gli “altri” non bisogna parlare, dialogare, fare cose sociali buone insieme, ecc.

4) SEMPRE È IMPOSTO E SI VIVE UN VELENOSO E INFANTILE FONDAMENTALISMO in cui, in nome di un’obbedienza idolatrica, bisogna vivere secondo e per l’arbitrio assoluto del fondatore, il quale può disporre qualsiasi cosa in qualsiasi momento sui suoi adepti. L’obbedienza diviene assoluta e paranoica: chi non obbedisce al santone (o ai santoni da lui stabiliti) non obbedirebbe a Dio e quindi è maledetto. Il santone (o ai santoni da lui stabiliti) tiene il posto di “dio”, ha sempre ragione e bisogna pensare in tutto come pensa il santone, la santona o i santoni da loro stabiliti. In questo modo si induce una soggezione e una dipendenza spaventosa e i “superiori” vengono disonestamente divinizzati. Non si distingue più e non si fa più discernimento sulle cose comandate: tutto verrebbe da Dio anche le cose che vanno contro la legge divina (anche quelle minime) perché, abusivamente, il santone (o i santoni da lui stabiliti) tiene il posto di “dio”, il santone (o i santoni) ha sempre ragione e addirittura bisogna pensare in tutto come pensa il santone o la santona di turno! In questo modo si induce una soggezione e una dipendenza spaventosa e i superiori vengono disonestamente divinizzati. Nel fondamentalismo è sempre distrutta (invece di essere plasmata) la personalità umana e c’è obbedienza idolatrica (invece della sana obbedienza evangelica) in quanto bisogna obbedire, indipendentemente da quello che viene chiesto: i sudditi sono ridotti a marionette e burattini. È evidente che tutto questo conduce inevitabilmente ad abusi (spesso grandi) sulle persone e non c’è rispetto per la dignità della persona. Questo tipo di obbedienza (non certo quella vera) diventa esasperazione e nevrosi.

SEMPRE C’È IL CULTO DELLA PERSONALITÀ DEL SANTONE/SANTONA, FONDATORE DEL GRUPPO. Qualsiasi fondatore se è persona onesta ed equilibrata, deve lui stesso vigilare per non farsi idolatrare, per non creare intorno alla sua figura una culto di fanatismo e di esaltazione, per non diventare un sottile, ma per questo più insidioso, nuovo “vitello d’oro”. Il culto fanatico della personalità, scaturito dall’idolatria intorno al fondatore, fa in modo che egli possa esercitare un arbitrio assoluto. Oggi tutti sanno che tra le brutture presenti nella vita di Marcial Maciel (il tristemente famoso fondatore dei Legionari di Cristo) c’era uno sconvolgente culto della personalità che era il fondamento di tutti i suoi numerosi arbitri. Nelle documentazioni autentiche su Marcial Marciel si mette in evidenza, giustamente, che il macielismo era l’identificazione della congregazione e dei singoli legionari con Marcial Maciel, voluta dallo stesso Maciel. Questo avviene inevitabilmente in tutti i gruppi che nascono e vivono come dipendenti dal santone, fondatore. Il gruppo è solo la fotocopia non solo del carisma del fondatore, ma proprio del fondatore. Il santone o la santona sono sempre considerati, abusivamente, come una specie di grottesco MESSIA.

SEMPRE C’È UN FALSO CONCETTO DI FONDATORE. Tutto il gruppo e nel gruppo è costruito intorno al santone e per il santone: tutto dipende da questa distorta impostazione di fondo. Nel gruppo o per induzione dall’alto o per suggestione dal basso, si crede che il santone o la santona siano una sorta di “Sibilla Cumana”, un costante “indovino” una sorta di “carismatico” sempre ispirato (???) le cui sentenze vanno sempre eseguite. Da questo deriva il fanatismo e la forte esaltazione che travolge il carisma del gruppo. Da questa personalità abnorme del santone, da questo falso e grottesco “carismatismo”, scaturiscono tutti i vari aspetti sconcertanti messi in evidenza da parecchie indagini. Inoltre si segue un concetto non corretto di fondatore. Essere fondatore non significa, di per sé, essere sempre infallibile, impeccabile, indiscutibile, non significa avere il diritto di gestire un potere assoluto, o peggio dispotico, arbitrario e incontrovertibile, come gli imperatori romani che venivano dai pagani divinizzati e, da pagani, si facevano adorare. Se il fondatore, infatti, viene fatto oggetto di un culto idolatrico, induce superstizione e danneggia la vera fede. Per lui stima e rispetto, sì; idolatria, no! Il fondatore non può costituirsi come una specie di “sultano musulmano” che ha diritto di vita e di morte sui suoi sottoposti. Nel passato ci sono già stati, insieme a tantissimi fondatori santi e illuminati, anche casi di fondatori che, ad un certo punto, hanno deviato.

SEMPRE C’È FALSO CARISMATICISMO Il falso carismaticismo è un errato atteggiamento di fondo che consiste, essenzialmente, nello scambiare le proprie sensazioni, emozioni psicologiche o idee personali e private, con l’azione del “divino”: la persona pensa che ciò che prova emotivamente oppure ciò che pensa, o ciò che dice in questo momento, sia sempre azione dello Spirito Santo in lui, divinizzando e assolutizzando così le proprie sensazioni soggettive. Questi cosiddetti “santoni” o pseudo-carismatici, danno origine a forme di psicosette, a culti parasettari, oppure, dentro la chiesa, a strutture che se non sono proprio delle sette, possono presentare singoli aspetti settari, nel senso che non si possono escludere a priori influenze settarie anche in gruppi cattolici: chi ha la fortuna di uscire da questi tunnel della morte, ha bisogno di corsi di “de programmazione” della mente dai danni provocati da queste tecniche e condizionamenti ossessivi che limitano l’autonomia decisionale. Il quotidiano “La Stampa”, di lunedì 10 dicembre 2007, a pag. 11, pubblica un articolo significativo: “I GURU NASCOSTI IN CHIESA” – Il boom di gruppi che si dicono fedeli al vescovo, ma obbediscono solo al fondatore. Nemmeno il Vaticano conosce il numero esatto di movimenti e comunità”. Giovanni Pannunzio: «In pratica non c’è istituto o gruppo o movimento dove non ci sia, ufficialmente o non ufficialmente, un “santone” o una “santona”, come se questa fosse la “conditio sine qua non” per avere un cattolicesimo forte e autentico! Quando questo “falso carismaticismo” (oggi molto diffuso) si esercita dentro un istituto religioso o nella determinazione di vocazioni sacerdotali il danno prodotto è enorme e spesso irreparabile: si determinano un gran numero di vocazioni deviate e indotte per suggestione dalla falsa convinzione che il santone o la santona possederebbe una specie di “sfera di cristallo” sempre in attività per individuarle, sarebbe una specie di “sibilla cumana” che sputa oracoli inappellabili. Succede allora che tanti – in seguito – escono dall’istituto o dal seminario o, peggio, dalla vita sacerdotale e poi cambiano la vocazione mal individuata: o sposandosi (suore e frati), o diventando solo preti diocesani (frati) o addirittura allontanandosi dalla fede o dalla pratica religiosa per reazione. In questi casi, infatti, un buon numero di coloro a cui il santone o la santona ha appiccicato una falsa vocazione o non hanno proprio la vocazione religiosa (tanti escono e si sposano, infatti) oppure hanno una vocazione religiosa molto diversa da quella sentenziata dal santone, per altre realtà della Chiesa: entrambe il santone le intercetta e le stravolge.

Sempre c’è un asfissiante controllo assoluto. Il sacerdote Michael Roos ha pubblicato nel1998, un libro dal titolo “Flucht von der Teufelsinsel” (La fuga dall’isola del diavolo), dove tratta della “DIPENDENZA RELIGIOSA IN ALCUNI GRUPPI ”. /…/ Giovani donne vengono mandate in convento senza avere una vera vocazione./…/ Una caratteristica delle sétte è un’obbedienza incondizionata. Secondo la dottrina cattolica c’è invece solo un’obbedienza responsabile. /…/ L’obbedienza da mezzo diventa fine: bisogna obbedire per obbedire; qualsiasi cosa chiede il superiore bisogna obbedire altrimenti si ..pecca! In questo modo il superiore viene identificato con Dio stesso, e la disobbedienza al superiore è disobbedienza a Dio. Anche se il superiore chiede cose che non può chiedere, bisogna obbedire lo stesso. L’obbedienza cieca riduce le persone a marionette. /…/ Il controllo assoluto e asfissiante c’è quando si determina ogni aspetto e momento della vita dei gruppi o dei religiosi in modo puntiforme, controllandone pensieri, parole e ogni azione. Quando inoltre si aprono le lettere, si ascoltano le telefonate e un colloquio da soli non è mai possibile allora è evidente che c’è un controllo settario”(cfr. www.sekten-jugend-kirche.de/Roosital.htm).

MOVIMENTI ECCLESIALI E DERIVE SETTARIE E’ possibile che un movimento ecclesiale si trasformi in una sètta? Certamente, quando l’inventarsi dei laici in “PASTORI” diventa un martello per entrare nel FORO INTERNO delle anime sacrario di Dio-anima-Sacerdote, quando il “servire” diventa uno strumento per “spadroneggiare” sulle anime, quando l’attribuirsi i “CARISMI” diventa un sistema elitario per disprezzare coloro a cui non vengono riconosciuti, quando i Vescovi ascoltano di più i laici dei MOVIMENTI ECCLESIALI che i propri Sacerdoti, quando la Bibbia letta al modo protestante nel “libero esame” diventa uno strumento solo “consolatorio” per restare nel proprio peccato, quando i sedicenti e autoproclamatesi “PASTORI” si permettono di criticare i propri Sacerdoti da cui ricevono nei SACRAMENTI la VITA ETERNA, ecc. Siamo stanchi di alcune schegge impazzite dei MOVIMENTI ECCLESIALI che fanno di queste e di altre SUPERBIE il MARTELLO per distruggere le anime e la Chiesa.

http://www.gris-imola.it/ultime_notizie/Movimentiecclesialiederivesettarie.php?page=43

Alcuni dal fatto che nella Chiesa c’è crisi e che ci sono anche scandali di alcuni pastori, deducono falsamente che nella Chiesa ci sarebbe SOLO corruzione, massoneria, complotti, distruzione totale, e che tutto sarebbe SOLO al servizio del male e che il male non sarebbe più combattuto. Da questa posizione ideologica deducono falsamente che sia legittimo creare e rifugiarsi in qualche gruppo-movimento-istituto ghetto, una specie di “repubblica di Salò” religiosa, di fatto una “settarella” … dentro la Chiesa concepita come unica comunità di salvezza, mentre la Chiesa sarebbe tutta marcia e verrebbe vista come pericolosa o addirittura nemica. In genere questa setta-ghetto-farisaica nasce e si costruisce intorno ad un santone o una santona, vive per loro, obbedisce ciecamente a loro e senza di loro non esiste. Bisogna dire con forza e chiarezza che, NONOSTANTE LA CRISI CHE NON SI PUO’ NEGARE, -NELLA CHIESA CI SONO ANCORA SPAZI DI BENE E PASTORI CHE LAVORANO PER LA VERITA’ E LA LUCE. NONOSTANTE LA CRISI IN QUESTI ANNI -stando solo alle notizie ufficiali – sono stati individuati e sono stati presi provvedimenti severi nei riguardi di DEVIANTI E/O DANNEGGIATORI DELLA CHIESA.

FACCIAMO SOLO ALCUNI ESEMPI PIU’ NOTI 1) MONS. MILINGO, sospeso a divinis da Giovanni Paolo II nel 2001; sembrava essere rinsavito ma nel 2006 ritorna con la “moglie” coreana della setta di Sun Myung Moon. Viene scomunicato da Papa Benedetto XVI. Il 17 dicembre 2009 è stato dimesso dallo stato clericale. 2) MARCIAL MACIEL DEGOLLADO”, Fondatore dei Legionari di Cristo, responsabile di fatti di depravazione e di corruzione per cui è stato sospeso “a divinis” nel 2006 da Papa Benedetto XVI. L’Istituto fu commissariato e oggi il commissariamento è terminato con un istituto rinnovato e con costituzioni e superiori nuovi. 3) LA FAMIGLIA MONASTICA FRATERNITÀ DI GESÙ: anche loro all’inizio con grande successo vocazionale, si è poi arenata in scandali d’ogni sorta, tant’è che la Santa Sede nel 2010 ha soppresso definitivamente la congregazione. 4) COMUNITÀ MISSIONARIA VILLAREGIA. Nel 2012 è stato RIMOSSO IL FONDATORE ED ESPULSA LA CO-FONDATRICE (Plagio – soldi – immoralità). 5) LA COMUNITÀ “LES BÉATITUDES”, fondata da due coppie, conosce grandi e gravi problemi in Francia ed è stata commissariata. 6) “I RICOSTRUTTORI DELLA PREGHIERA” fondato dal padre gesuita Gian Vittorio Cappelletto. «Il padre (santone) era considerato il tramite dello Spirito Santo, quindi depositario della verità – tutto secondo lui dipendeva dalla divina provvidenza, anche le malattie che non si dovevano curare perché la sofferenza rende eletti». Gualtiero Bassetti, vescovo di Arezzo, nel luglio del 2006 ha espulso da tutta la propria diocesi la comunità dei Ricostruttori. Sono in molti, infatti, a chiedersi quale possa essere il legame tra la religione e i corsi di training di una settimana che alcuni Ricostruttori tengono annualmente”. (cfr.http://www.avvenimentionline.it/content/view/1809/485). 7) COMUNITA’ DI SAINT JEAN – e Il caso MARIE-DOMINIQUE PHILIPPE (1912-2006), filosofo domenicano e teologo. È stato il Priore generale della stessa Comunità di S. Giovanni, P. Thomas Joachim ad annunciare che esistono “convergenti e credibili testimonianze riguardanti i fallimenti nella castità del loro fondatore” Marie Dominique Philippe. Commissariate le suore e sostituita la priora generale precedente.

8) FRATI e SUORE FRANCESCANE DELL’IMMACOLATA, commissariati i primi nel 2013, le seconde nel 2015.Attualmente sono stati nominati tre commissari per i frati e tre commissarie per le suore. Sono state sospese le ordinazioni sacerdotali e i noviziati. Il fondatore è stato rinviato a giudizio dalla Procura della Repubblica di Avellino per abusi sessuali e maltrattamenti e insieme a due frati per i fatti riguardanti 30 milioni di euro in beni mobili e immobili.

http://www.fedeecultura.it/file/derive_settarie_3.pdf

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